Antipsicotici e test clinici per verificarne l’efficacia – Acatisia

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ATTENZIONE: Gli effetti collaterali estremi descritti nell’articolo non si manifestano nella maggioranza dei casi, tuttavia sono descritti dalla letteratura citata nell’articolo stesso come possibili conseguenze derivanti dall’assunzione degli psicofarmaci.

La sospensione degli psicofarmaci può dar luogo a importanti effetti psicologici e fisici anche pericolosi e a volte possono mettere a rischio la vita.

La sospensione degli psicofarmaci deve perciò avvenire sotto controllo medico esperto, lentamente e gradualmente e con una buona psicoterapia di accompagnamento.

La maggioranza dei test clinici per valutare l’efficacia degli antipsicotici, ma anche degli antidepressivi, non è attendibile in quanto il disegno della sperimentazione è viziato ed espone una parte degli individui a reazioni di acatisia, condizione molto invalidante 

I neurolettici o antipsicotici sono comunemente usati per il trattamento degli stati di sofferenza emotiva che in termini psichiatrici sono definiti come “schizofrenia”, “psicosi”. [1]
Sono utilizzati, inoltre, nel trattamento del disturbo bipolare, della depressione e anche nel controllo del comportamento dei bambini che ricevono la diagnosi di ADHD (sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività). [1,2]

Gli psicofarmaci, in generale, non agiscono sulle cause della sofferenza psichica, ma agiscono alterando le normali funzioni del sistema nervoso e provocando cambiamenti nella percezione dell’umore, della coscienza e del comportamento, come l’alcol per l’ansia sociale. [3, 4]

Gli antipsicotici, in particolare, agiscono sopprimendo l’attività complessiva del sistema nervoso e creando un distacco emotivo dalle situazioni relazionali, ambientali e sociali che generano la sofferenza psichica, in modo che non vengano più percepite come dolorose o irritanti. [3, 4]

Il trattamento con antipsicotici a lungo termine può provocare molti effetti collaterali tra cui la discinesia tardiva, la sindrome metabolica, il diabete, problemi cardiovascolari, morte improvvisa, la supersensibilità dopaminergica associata a un peggioramento delle psicosi e un accorciamento dell’aspettativa di vita di 15-20 anni. [5, 6]

Acatisia

Un ulteriore effetto collaterale invalidante, legato all’uso degli antipsicotici, ma anche degli antidepressivi e altri farmaci, e di cui si parla poco, è l’acatisia, causata in modo particolare da quelli di prima generazione come il Serenase o Haldol (aloperidolo), ma anche da quelli di seconda generazione (Risperdal, Abilify, Zyprexa, Seroquel ecc.), come risulta dai rispettivi foglietti illustrativi.

L’acatisia è un disturbo neurologico estremamente angosciante caratterizzato da grave agitazione, incapacità di rimanere fermi e un senso opprimente di terrore.

A causa della rigidità muscolare che provoca, produce uno stato uno stato di irrequietezza motoria che costringe l’individuo colpito a muoversi continuamente. [7]

L’acatisia colpisce principalmente gli arti inferiori e le persone che ne sono colpite possono agitarsi, dondolarsi avanti e indietro o camminare, mentre alcune potrebbero avere solo una sensazione di disagio nel proprio corpo.

Nei casi più gravi l’acatisia può provocare aggressività, violenza o pensieri suicidi [8]

Breggin la definisce come una “tortura che viene dall’interno”. [9]. Peter Goetzsche parlando dell’acatisia afferma che è una forma estrema di irrequietezza, per la quale alcune persone dicono “vorrei saltare fuori dalla pelle” per indicare l’impossibilità di stare ferme e conferma che questa condizione orribile può predisporre all’omicidio e al suicidio. [10]

L’acatisia si può verificare durante il trattamento, al cambio di farmaco e alla sospensione del farmaco [10], se il processo di riduzione del farmaco, come evidenziano Breggin e Goetzche, è troppo veloce o non condotto in modo adeguato. [9,10]

I test clinici per testare l’efficacia degli antipsicotici sono attendibili? – Indurre l’acatisia nel campione placebo per dimostrare la presunta efficacia di un nuovo antipsicotico

Goetzsche spiega che durante i test clinici per provare l’efficacia di un nuovo farmaco, molte persone muoiono proprio a causa dell’acatisia causata dalla sospensione del trattamento.
Infatti, in questo tipo di test clinici, individui in trattamento con un antipsicotico vengono divisi in due gruppi:
1)    un gruppo che passa ad un nuovo antipsicotico di cui si vuole testare l’efficacia e
2)    un gruppo a cui il trattamento viene sospeso e sostituito con un placebo. [11]
Molti individui di questo secondo gruppo avranno, ovviamente, reazioni di astinenza con ricadute psicotiche, altri andranno incontro all’acatisia e alcuni di loro si suicideranno.
Alla fine del test, dal momento che il gruppo che continua il trattamento col nuovo antipsicotico non ha ricadute immediate, la conclusione sarà che il trattamento antipsicotico è efficace, quando invece si è danneggiato il gruppo di controllo che è stato esposto a pericolose reazioni di astinenza, mentre i suicidi non verranno menzionati.
Pertanto, la maggioranza dei test clinici per valutare l’efficacia degli antipsicotici, come risulta dalle revisioni Cochrane, non sono attendibili in quanto contengono bias che non consentono una valutazione obbiettiva. [12]
Lo stesso discorso vale anche per i test per valutare l’efficacia degli antidepressivi, [11] di cui si parlerà più dettagliatamente in un altro articolo.

 

Nel video: Come si presenta l’acatisia?

Bibliografia

[1] Istituto Superiore di Sanità (Mag 2020). Farmaci antipsicotici https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/antipsicotici
[2] Agenzia Italiana del Farmaco (Apr 2014). Studio USA: troppi bambini in affidamento con ADHD trattati con farmaci antipsicotici
http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/studio-usa-troppi-bambini-affidamento-con-adhd-trattati-con-farmaci-antipsicotici
[3] Joanna Moncrieff. Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici. (Nov 2020). Giovanni Fioriti Editore
Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici – di Joanna Moncrieff – Mad in Italy (mad-in-italy.com)

[4] Mad in Italy (Feb 2021). Depot – Più danni che benefici

Antipsicotici Depot – Più danni che benefici – Mad in Italy (mad-in-italy.com)

[5] John Muench. Adverse Effects of Antipsychotic Medications. Am Fam Physician. 2010 Mar 1;81(5):617-622

Adverse Effects of Antipsychotic Medications – American Family Physician (aafp.org)

[6] Cambridge University. Physical health disparities and mental illness: the scandal of premature mortality.
The British Journal of Psychiatry
 , Volume 199 , Issue 6 , December 2011 , pp. 441 – 442

Physical health disparities and mental illness: the scandal of premature mortality | The British Journal of Psychiatry | Cambridge Core

[7] Wikipedia. Acatisia – Akathisia

Acatisia – https://it.qaz.wiki/wiki/Akathisia

[8] E Cem Atbaşoglu. The relationship of akathisia with suicidality and depersonalization among patients with schizophrenia. J Neuropsychiatry Clin Neurosci . Summer 2001;13(3):336-41.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11514639/

[9] Peter R. Breggin. La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie. (2018) Giovanni Fioriti Editore

https://mad-in-italy.com/2019/06/la-sospensione-degli-psicofarmaci-un-manuale-per-i-medici-prescrittori-i-terapeuti-i-pazienti-e-i-loro-familiari/

[10] Dr. Peter Gøtzsche: Forced Psychiatric Treatment Must Be Abolished

http://psychrights.org/education/GoetzscheJune2016/160602PeterGoetzscheAnchorageTalkTranscript.htm

[11] Peter Gøtzsche. L’epidemia degli psicofarmaci – La patologizzazione in tempo di pandemia

https://mad-in-italy.com/2020/11/lepidemia-degli-psicofarmaci-la-patologizzazione-in-tempo-di-pandemia/

[12] P.B Danborg, P.C. Goetzsche. Benefits and harms of antipsychotic drugs in drug-naïve patients with psychosis: A systematic review. Int J Risk Saf Med. 2019;30(4):193-201.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31561392/

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Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie". Recentemente ha tradotto il libro di Joanna Moncrieff "Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici".