La Sospensione degli Psicofarmaci – Pratiche iatrogene in psichiatria: reazioni di sensibilizzazione o kindling

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Laura Guerra

La Sospensione degli Psicofarmaci – Pratiche iatrogene in psichiatria: reazioni di sensibilizzazione o kindling

Alcune pratiche psichiatriche possono avere conseguenze molto dolorose e destabilizzati, a volte di enorme sofferenza, per la persona in trattamento farmacologico, come ad esempio il kindling o sensibilizzazione neuronale.

Il kindling è una condizione neurologica che si verifica come conseguenza di ripetuti episodi di astinenza e reintegrazione di diversi psicofarmaci, alcol e droghe.

In seguito a ogni episodio i sintomi di astinenza si aggravano e possono manifestarsi anche con convulsioni, psicosi e /o morte. In sostanza, lo sviluppo di  questa ipersensibilità può causare reazioni abnormi quando lo stesso farmaco o un farmaco diverso vengono reintrodotti.

Premessa

Nella nostra informazione sottolineiamo sempre che gli psicofarmaci non hanno un’azione specifica sui problemi psichici o psicopatologia, ma soltanto sui suoi sintomi. I problemi psichici hanno origini relazionali, culturali e sociali e andrebbero affrontati da questo punto di vista, primariamente con interventi psicoterapeutici e sociali, limitando l’uso degli psicofarmaci a periodi molto brevi, quando strettamente necessario.

La psicofarmacologia ci insegna che gli psicofarmaci agiscono sui sintomi della sofferenza psichica come sostanze psicoattive alterando le funzioni cognitive ed emotive, sedando e creando un ottundimento emotivo o un aumento artificiale del tono dell’umore.

Per chiarire meglio questo concetto,  le “psicosi”, la “depressione”, l’“ansia”, il “disturbo bipolare”, l’“ADHD” e altro ancora, non sono disturbi di origine organica o genetica, causati da “squilibri chimici” del cervello e gli psicofarmaci non hanno la funzione di ripristinare alcun equilibrio.

Anzi, creano essi stessi uno squilibrio chimico, che sarà responsabile dei fenomeni di tolleranza e di assuefazione. Come conseguenza, dopo un certo periodo di tempo non daranno più l’effetto desiderato e non sarà possibile sospenderli troppo velocemente, perché altrimenti si andrebbe incontro a crisi di astinenza, a volte anche molto pericolose.

Come già accennato, gli psicofarmaci possono essere utili a breve termine per gestire gli stati acuti della sofferenza psichica, ma poi dovrebbero essere sospesi in sicurezza, sotto il controllo medico esperto, con una buona psicoterapia per affrontare le cause della sofferenza stessa.

I trattamenti a lungo termine, infatti, sono controproducenti in quanto potrebbero   provocare la cronicizzazione dei sintomi ed effetti collaterali anche importanti, compromettendo così  la qualità della vita oltre ad abbreviarne il corso.

Nonostante ciò, l’adozione del modello organicista da parte della grande maggioranza dei centri di salute mentale sia in Italia che negli altri Paesi economicamente sviluppati, ha come conseguenza un uso massiccio degli psicofarmaci a scapito degli interventi psicoterapeutici e sociali, che servirebbero invece per affrontare adeguatamente la sofferenza psichica.

Pratiche potenzialmente pericolose in psichiatria – Fenomeno del kindling

Moltissimi psichiatri, non ancora esperti e preparati per affrontare il processo di sospensione degli psicofarmaci in sicurezza, nel tentativo di sopprimere i sintomi della sofferenza psichica o gli effetti di astinenza causati da sospensioni mal gestite, aggiungono e tolgono con molta disinvoltura e nel giro di poco tempo diversi psicofarmaci, non rispettando i protocolli per la loro sospensione in sicurezza.

Questa pratica, ampiamente utilizzata, può avere conseguenze anche molto pericolose e causare enorme sofferenza psicofisica, come conseguenza della sensibilizzazione dei recettori del sistema nervoso o kindling.

A causa del kindling, alcune persone che hanno incontrato poche difficoltà nell’interrompere l’assunzione di uno psicofarmaco una prima volta, alla sua reintroduzione o al cambio con un altro psicofarmaco, possono avere sintomi di astinenza molto peggiori quando provano nuovamente a toglierlo.

Infatti, il sistema nervoso, a causa di multipli eventi di astinenza e degli effetti avversi dei farmaci, si destabilizza e si sensibilizza.

Inoltre, quando si assumono e si interrompono più psicofarmaci ci si può trovare a fronteggiare una situazione ancore più complessa che consiste nella reazione di astinenza al farmaco sovrapposta alla reazione di sensibilizzazione o kinding.

Per di più, durante la fase del kindling si può sviluppare una ipersensibilità anche verso sostanze psicoattive o attivanti, come caffeina, vitamine, integratori, particolari alimenti, alcol ecc., che possono provocare reazioni indesiderate e a volte pericolose.

Una descrizione di questo fenomeno si può trovare nel libro SOSPENDERE GLI PRICOFARMACI: COME E PERCHÉ, da cui è tratto il seguente paragrafo:

“Evitare di saltare le dosi durante la sospensione: fenomeno del kindling o sensibilizzazione

A volte, per ridurre gli psicofarmaci i medici prescrittori inesperti consigliano di saltare delle dosi di farmaco, ad esempio a giorni alterni o ogni due o tre giorni. Questo metodo è molto sconsigliato in quanto provoca fluttuazioni della concentrazione del farmaco nel sangue e quindi nel sistema nervoso, anche nel caso di farmaci a lunga emivita come la fluoxetina (Prozac). Quando i trattamenti assumono un andamento irregolare come quello descritto sopra, si predispone la persona alle reazioni di sensibilizzazione o kindling e alla cosiddetta “resistenza al trattamento”. La sensibilizzazione o kindling può essere definita come l’amplificazione della risposta alle esposizioni ripetute e intermittenti a uno stimolo (Bell et al. 1999).

La sensibilizzazione è quindi una conseguenza di ripetuti episodi di astinenza e reintroduzione della sostanza psicotropa e quando si innesca porta a una esacerbazione delle reazioni avverse che si presentano ai cambiamenti di dosaggio o all’introduzione di altre sostanze.

Questa condizione può durare nel tempo e a volte può essere permanente. Per il fenomeno della sensibilizzazione ogni reazione di astinenza porta a sintomi di astinenza più gravi rispetto agli episodi precedenti.

La sensibilizzazione si verifica specialmente nelle persone che hanno già tentato più volte di sospendere i farmaci e alle quali il medico ha prescritto un trattamento farmacologico aggressivo, scambiando i sintomi di astinenza per una ricaduta nel disagio psichico, per la comparsa di un nuovo disturbo o per una “mancata risposta” al trattamento farmacologico.

Per evitare questo fenomeno, quando gli psicofarmaci sono stati sospesi di colpo o troppo velocemente, il farmaco dovrebbe essere reintrodotto a piccole dosi. Se i sintomi di astinenza migliorano ma non significativamente, si può aumentare di un po’ la dose. Nel caso in cui la reintroduzione del farmaco generasse un peggioramento dei sintomi, la reazione potrebbe essere contenuta usando una piccola dose, come spiegato più dettagliatamente nel prossimo paragrafo (Framer 2021)…”.

Nel libro vengono poi riportati metodi per evitare o limitare i danni causati dal kindling.

Generalmente la sensibilizzazione o kindling provoca reazioni di sovrastimolazione, come ad esempio una sensazione di scarica elettrica interna, ansia, depressione, nervosismo, insonnia, panico e nei casi estremi acatisia, che include il bisogno di muoversi continuamente per alleviare l’intensa agitazione interiore e che a volte è talmente insopportabile da desiderare la morte.

I meccanismi alla base del kindling non sono ancora chiariti, ma nel caso delle benzodiazepine, sostanze più studiate insieme all’alcol per questo effetto, alcuni studi ipotizzano un ruolo del sistema eccitatorio del glutammato, implicato nella regolazione dell’ansia e della soglia convulsiva insieme al GABA, recettore bersaglio delle benzodiazepine. Il kindling che si verifica in seguito a successivi tentativi di sospensione delle benzodiazepine può comportare perciò un aumento della gravità dell’ansia e un abbassamento della soglia convulsiva.

Riferimenti bibliografici

M. Maviglia, Laura Guerra, M. Gandolfi. Sospendere gli psicofarmaci: come e perché – Costruire un percorso personalizzato ed efficace. La fabbrica dei segni (2024)

Sospendere gli psicofarmaci: come e perché – Costruire un percorso personalizzato ed efficace – Mad in Italy (mad-in-italy.com)

P. Breggin. La sospensione degli psicofarmaci, un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie. Fioriti Editore (2018)

La sospensione degli psicofarmaci, un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie – Mad in Italy (mad-in-italy.com)

A. Framer. What I have learnt from helping thousands of people taper off antidepressants and other psychotropic medications. The Adv Psychopharmacol. 2021 Mar 
doi: 10.1177/2045125321991274.
Michael P. HengartnerLukas Schulthess, and Adele Framer. Protracted withdrawal syndrome after stopping antidepressants: a descriptive quantitative analysis of consumer narratives from a large internet forum. Sage Journal (2020)

Surviving Antidepressants (2022). Hypersensitivity and Kindling

Hypersensitivity and Kindling – Symptoms and self-care – Surviving Antidepressants

Niki Gratrix. Kindling/Accensione Limbica: Hard Wiring/Il cablaggio del cervello per l’ipersensibilità e per la sindrome da stanchezza cronica. Studi e Ricerche (2018)