Antidepressivi ed effetti collaterali – Acatisia

0
388
Laura Guerra

Antidepressivi ed effetti collaterali – Acatisia

Gli antidepressivi, come le altre classi di psicofarmaci, non agiscono sulle cause della sofferenza psichica, ma soltanto sui suoi sintomi. Agiscono perlopiù creando un distacco emotivo e modulando il tono dell’umore (1). Alcune persone trovano giovamento dal loro utilizzo, mentre altre sperimentano effetti collaterali (2) di vario grado che a volte possono essere molto gravi e persistenti, come quelli raccontati nella storia che segue.

È importante che il medico prescrittore attraverso il CONSENSO INFORMATO (3), obbligatorio per legge, educhi adeguatamente la Persona riguardo il  potenziale terapeutico degli psicofarmaci, gli eventuali  effetti collaterali a breve e a lungo termine e la possibilità  di sospenderli, in modo che la Persona interessata possa valutare i pro e i contro del trattamento.

La storia evidenzia la necessità di un Consenso informato prima dell’inizio di una terapia farmacologica.

 

Qui sotto pubblichiamo la traduzione dell’articolo Vite rubate: Bethany apparso sulla rivista on line Antidepressants Risks – Helping people understand the risks of taking antidepressants (4):

Avvertenze

Le reazioni più estreme agli antidepressivi, che includono il suicidio e la violenza, sono più comuni ai cambiamenti di dosaggio del farmaco o quando si inizia o si interrompe il trattamento. A volte queste reazioni si possono verificare col passaggio da un antidepressivo all’altro. Chiunque stia pensando di modificare il dosaggio dei propri farmaci o di sospenderli dovrebbe prima consultare un medico o un professionista adeguatamente qualificato. Alcuni medici non sono a conoscenza di questi problemi, quindi potrebbe essere necessario trovarne uno che riconosca i problemi e possa gestirli.

Tutte le decisioni editoriali finali relative al contenuto di questo sito Web sono fornite solo per scopi educativi generali. Nessuna delle informazioni e delle risorse presenti sul sito web che riguardano i rischi legati all’uso degli antidepressivi o fornite in qualsiasi comunicazione costituisce o deve essere considerata come consulenza medica, di salute mentale, di consulenza clinica o professionale di alcun tipo. Per una copia completa del nostro disclaimer, clicca qui.

Vite rubate – Bethany

Mi chiamo Beth e vengo da Toronto, in Canada. Gli ultimi nove mesi della mia vita sono stati un inferno a causa di una grave acatisia causata da Cipralex (escitalopram, ndr).

In un momento difficile della mia vita mi è stato prescritto il Cipralex che ho preso per oltre 4 anni, senza che il mio medico ne valutasse la necessità. Negli ultimi anni in cui lo prendevo, ho iniziato ad avere gravi attacchi di panico, che non avevo mai avuto in vita mia e un peggioramento dell’ansia e della depressione.

Mi senivo anche estremamente intorpidita emotivamente e non avevo alcuna reazione a cause che normalmente dovrebbero indurre paura. Mi sono quindi rivolta a uno psichiatra il quale mi ha detto di aumentare il dosaggio di Lexapro.

Purtroppo, quella visita sancì l’iniziò del deterioramento della mia salute fisica e mentale. Ho immediatamente iniziato a soffrire inizialmente di acatisia grave (5), che ho dovuto diagnosticare da sola attraverso informazioni online, in preda alla disperazione. Le manifestazioni di acatisia si presentano con l’impossibilità di restare fermi, sia in posizione eretta, sia quando si è seduti.

I miei sintomi erano  anche più complessi: accanto ad un movimento costante delle gambe e un dondolio della testa da un lato all’altro, ho sviluppato pensieri suicidari, mancanza di appetito, perdita estrema di peso, disperazione, crisi di pianto, annebbiamento del cervello, derealizzazione, depersonalizzazione e fame d’aria.

Sentivo che c’era qualcosa che non andava, perciò ho diminuito la dose e ho cominciato  a stabilizzarmi.

Alla mia successiva visita, lo psichiatra mi ha fatto raddoppiare la dose ed è stato allora che le cose sono diventate assolutamente insopportabili.

Senza avere informazioni al riguardo, ho rapidamente ridotto il farmaco, pensando che mi avrebbe aiutato a sentirmi meglio. Mi sbagliavo di grosso. Dopo la rapida riduzione, sono stata ricoverata in ospedale.

L’acatisia e i sintomi su descritti erano peggiorati di molto e mi è stata somministrata una bassa dose di mirtazapina (Remeron, ndr) che a sua volta  mi ha causato sintomi terribili, anche se a volte non sono nemmeno sicura di quali sintomi siano dovuti a cosa.

Attualmente sto lentamente riducendo la mirtazapina, perché credo che il mio cervello abbia bisogno di guarire senza queste sostanze. Non toccherò mai un altro psicofarmaco in vita mia e non sono ancora sicura se guarirò mai e in che misura.

Le mie giornate sono piene di rabbia, dolore, tristezza, disperazione, confusione e dolore mentale e fisico senza fine che non sapevo potessero esistere. Non sono più in grado di lavorare, il che mi provoca ancora più stress e disperazione.

Ho imparato moltissime cose su quello che mi è successo, su quello che sta succedendo ad altre persone che prendono antidepressivi e su quanto siano pericolosi questi farmaci.

Non ho mai ricevuto il Consenso informato, raramente sono stata creduta quando affermavo di avere l’acatisia e soffro ancora per essere stata sottoposta al trattamento con un secondo antidepressivo, che non mi ha nemmeno aiutata per l’acatisia e che ora devo sospendere, sperimentando di nuovo l’astinenza. L’unica speranza a cui mi aggrappo è quella di guarire e di poter aiutare gli altri a evitare questo tipo di sofferenza.

(La traduzione del pezzo ha richiesto delle modifiche di impaginazione e lessicali per renderlo più scorrevole in italiano.  Anche l’evidenziazione del testo è del traduttore, ndt)

Clicca qui per leggere altri resoconti di Vite rubate.

contact@antidepressantrisks.org

Antidepressant Risks 2021-2024

United Kingdom

Disclaimer

Bibliografia

(1) Joanna Moncrieff. Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici – di Joanna Moncrieff. 13 Dicembre 2020

Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici – di Joanna Moncrieff – Mad in Italy (mad-in-italy.com)

(2) Laura Guerra. Antidepressivi: sono davvero utili e privi di effetti collaterali?

Antidepressivi: sono davvero utili e privi di effetti collaterali? – Mad in Italy (mad-in-italy.com)

(3) Angelo Greco. Consenso informato: cos’è e a cosa serve? 10 Giugno 2018

Consenso informato: cos’è e a cosa serve? (laleggepertutti.it)

(4) Antidepressant Risks. Stolen Lives – Bethany

Antidepressant Risks – Stolen Lives: Bethany

(5) Laura Guerra. Psicofarmaci ed effetti collaterali – Acatisia. 2 Marzo 2021

Psicofarmaci ed effetti collaterali – Acatisia – Mad in Italy (mad-in-italy.com)

 

SHARE
Previous articleL’iperdiagnosi sui bambini
Next articleSospendere gli psicofarmaci: come e perché – Costruire un percorso personalizzato ed efficace
Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie". Recentemente ha tradotto il libro di Joanna Moncrieff "Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici".