Sospensione del escitalopram (Cipralex o Entact) – Testimonianza di Jenny

0
893
Laura Guerra

ATTENZIONE:

La sospensione degli psicofarmaci può dar luogo a importanti effetti psicologici e fisici anche pericolosi e a volte possono mettere a rischio la vita.

La sospensione degli psicofarmaci deve perciò avvenire sotto controllo medico esperto, lentamente e gradualmente e con una buona psicoterapia di accompagnamento.

Sospensione del escitalopram (Cipralex o Entact) – Testimonianza di Jenny

In questo articolo riportiamo la storia di Jenny (nome di fantasia), pubblicata su SurvivingAntidepressants.org, un sito fondato da Adele Framer, nota anche con lo pseudonimo di Altostrata.  Lo scopo principale del sito è  di informare e di aiutare le persone che, come lei, si sono trovate e si trovano ad affrontare la sospensione degli psicofarmaci.

In questa ottica, il sito è un importante risorsa di informazioni e di raccolta di testimonianze sulla sospensione degli psicofarmaci, che supplisce alle colpevoli mancanze dei centri di Salute mentale di tutto il mondo, i quali, nella maggioranza dei casi, non sono in grado di fornire un servizio adeguato per la sospensione sicura degli psicofarmaci.

Ma andiamo alla storia. Seppure la sospensione del farmaco, sotto supervisione medica della sua psichiatra, sia stata troppo veloce, la  testimonianza di Jenny fornisce elementi importanti per affrontare l’astinenza da psicofarmaci.

Tra di essi vanno citati: la descrizione dei sintomi di astinenza, il loro tipico andamento nel tempo a “onde e finestre”, il suggerimento di tenere un diario del succedersi dei sintomi di astinenza e i piccoli passi avanti  ottenuti col passare del tempo. Insomma tutte quelle cose che aiutano a superare i sintomi.

La sua testimonianza dà anche un grande senso di fiducia e speranza, necessari a superare i momenti grigi e a volte drammatici che accompagnano la sospensione degli psicofarmaci.

Per chi desiderasse avere informazioni sull’uso degli psicofarmaci, i loro effetti collaterali e un metodo sicuro per la loro sospensione segnaliamo il libro dello psichiatra americano Peter Breggin La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie. Per la sospensione delle benzodiazepine in particolare segnaliamo il Manuale di Ashton Le benzodiazepine: come agiscono e come sospenderne l’assunzione.

La mia storia ricorda quelle di molti altri ( Storia di Jenny)

Alla fine del 2021 in seguito ad una depressione ho iniziato ad assumere l’antidepressivo Lexapro (escitalopram, Cipralex o Entact in Italia, ndr).

Assumere questo farmaco si è rivelato da subito difficile. Vivevo stati di derealizzazione/depersonalizzazione, mi sentivo “su di giri“; i colori sembravano troppo luminosi e sentivo anche un profondo “appiattimento emotivo”.

Ho riferito queste sensazioni alla mia dottoressa. Lei ei mi ha detto che la dose di farmaco che stavo assumendo era minima, per cui non poteva causare quei sintomi e quindi mi ha consigliato di continuare a prenderlo.

Ho deciso di provare ad abituarmi al farmaco , ma dopo tre mesi ho raggiunto il mio limite di sopportazione. Mentre stavo cucinando, accidentalmente mi sono tagliata un dito con una lattina di salsa di pomodoro. Ricordo vividamente che stavo lì, passivamente, a guardare il sangue senza preoccuparmi nemmeno minimamente.

Fu proprio quella mancanza di preoccupazione che  ha scatenato in me la paura che qualcosa fosse terribilmente sbagliato e che avevo bisogno di smettere di assumere quel farmaco.

Dopo aver letto molte testimonianze su questo blog (SurvivingAntidepressants.org), ho parlato con la mia dottoressa e lei ha accettato di farmi diminuire il Lexapro passando alla forma liquida.

Ho iniziato a ridurre di 1 mg circa alla settimana e mi sono sentita relativamente bene finché sono arrivata a 3 mg. Ad ogni tentativo di ulteriore diminuzione, ho provato forti scariche elettriche alla testa, diminuita capacità di concentrazione, senso di nausea e un aumento consistente della frequenza cardiaca. Ho deciso, quindi, di diminuire il farmaco di una quantità più modesta, equivalente a 0,25 mg ogni settimana, riuscendo così  a  stopparlo completamente.

Le due settimane  successive all’interruzione del farmaco sono state le peggiori della mia vita. Soffrivo di ansia estrema e irritabilità; mi venivano in mente bizzarri pensieri esistenziali; passavo attraverso stadi di depersonalizzazione e di derealizzazione, fino al punto di  sentirmi come se avessi perso completamente il contatto con la realtà.

Ero costretta a stare a letto per la maggior parte della giornata, impossibilitata ad uscire di casa, anche solo per ritirare la posta. Insomma, non potevo fare altro che aspettare che il tempo passasse.

Ed ancora, non riuscivo a concentrarmi sui programmi alla TV e finivo per chiudere gli occhi, sdraiata in posizione fetale sul divano. Ero terrorizzata dal rimanere bloccata in quella situazione per sempre. I miei pensieri divennero veramente cupi per un po’ di tempo.

Come già detto, questi gravi sintomi di astinenza sono durati circa sei settimane.

Nei mesi successivi mi sono sentita come su un ottovolante: i sintomi miglioravano un po’ una settimana, per poi peggiorare la settimana successiva in cui mi sentivo come se fossi tornata al punto di partenza.

Quell’imprevedibilità era terribile e davvero demoralizzante. Ma ho notato nel tempo che, nonostante le battute d’arresto, la tendenza generale andava verso la ripresa.

Ho tenuto un diario in cui scrivevo l’elenco de “piccoli traguardi”, anche minimi, come ad esempio arrivare al supermercato. Il diario, che mi permetteva di guardare indietro nel tempo, mi è stato di grande aiuto.

E ora eccomi qui, dopo che è passato un anno intero da quando ho sospeso il Lexapro. Sono qui per aggiungere la mia testimonianza alla lunga lista di storie di recupero e forse fornire un po’ di speranza a qualcuno che sta ancora lottando.

L’astinenza da farmaco una volta consumava ogni mio pensiero da sveglia, mentre ora non mi passa nemmeno più per la mente, perché mi sono ripresa e sono tornata a vivere la mia vita.

Quello che penso mi abbia aiutato maggiormente è stato l’esercizio fisico (passeggiate leggere tutti i giorni), la psicoterapia, questo sito Web, la luce del sole, una buona alimentazione, il glicinato di magnesio E IL TEMPO…….

La cosa più importante che ho imparato dalla mia esperienza di sospensione del farmaco è che il nostro corpo SA come guarire. Dobbiamo solo dargli la possibilità di farlo.  Se io sono riuscita superare l’astinenza potete farlo anche voi.

Bibliografia

  1. Surviving Antidepressants

https://www.survivingantidepressants.org/

2) . Surviving Antidepressants: An Interview with Adele Framer. Mad in America,

Surviving Antidepressants: An Interview with Adele Framer

3) Peter Breggin. La sospensione degli psicofarmaci, un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie. Fioriti editore, 2019

La sospensione degli psicofarmaci, un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie

4) Heather Ashton. Le benzodiazepine: come agiscono e come sospenderne l’assunzione.

https://benzo.org.uk/itaman/capitolo2.htm

5) La mia storia ricorda quelle di molti altri

https://www.facebook.com/100063482529869/posts/pfbid02nYEwzfhj83CCjMT7PBkfHr1FfWvakdGZV69iugfa1SviRCNu2L4nGsYBB9iPoBrwl/

SHARE
Previous articleChi si prende cura di chi si prende cura?
Next articleTransgender e diagnosi di disforia di genere
Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie". Recentemente ha tradotto il libro di Joanna Moncrieff "Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici".