Covid 19 e l’urlo del potere: Scienze e Conoscenze atterrite.

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Di Maria Quarato

Illustrazione di Chiara Aime

Covid 19 e l’urlo del potere: Scienze e Conoscenze atterrite.

Assetati di potere l’Italia urla. L’Europa urla, il mondo urla.

È in corso un conflitto tra chi ha ragione e chi ha torto.

La Medicina dice: “tutti zitti, io so! Io ho ragione!”

“Non so come ho ragione, visto che non ho capito molto di questo virus, ma le mie ancelle, Scienze Farmaceutiche, promettono di trovare uno scudo protettivo, ed io non sono obbligata a cercare una terapia. Se nessuno si ammala, non devo più curare nessuno.” Ricordandosi che nel giuramento fatto in nome di Ippocrate ha detto “Primo, non nuocere”. Ma le Scienze Farmaceutiche questo giuramento non l’hanno fatto.

L’Economia brancola nel buio e chiede aiuto, costi quel che costi. Per non collassare è disposta a vendersi tutto. È in corso una trattativa sul ritiro dagli scaffali dei prodotti “Pace, Amore e Rispetto per il prossimo”: merce a basso costo che fa girare poco denaro e tanta felicità. Prodotti che abbassano i consumi.

” Eliminiamo la Pace, l’Amore, e visto che ci siamo, anche la Solidarietà” urla l’amministratore delegato in doppio petto.

“Mica facile”, sussurra il coraggioso assistente,” l’uomo è un animale sociale aggregante, teme di rimanere solo, l’ho imparato seguendo il master di Marketing. Come facciamo?”

Dividi ed impera” tuona l’amministratore delegato, ha sempre funzionato.

La Giurisprudenza sotto shock si reinventa, si nasconde, tituba, riflette, si congela. Sobbalza e lancia tutto per aria.

La Psicologia, voce fioca si ritira, come se non avesse diritto al dibattito. Si ripiega in un angolo e piange. Sola e spaventata, sicura che senza Amore e Solidarietà e Pace siamo destinati a estinguerci. Sa bene che l’essere umano non è solo un corpo macchina da far funzionare, ma un’anima da consolare e lenire, uno spirito da incoraggiare.

Arti e Religioni sanno di aver aiutato molto l’essere umano nei secoli, tenendogli la mano quando rischiava di cadere. Asseriscono, ragionevolmente, di non valere certo meno della Scienza come potenziatrici del sistema immunitario e creatrici di nuovi mondi e modi di vivere. Che sostenitrici preziose. Eppure sono additate, imprigionate, bistrattate. Messe a tacere.

La Psiconeuroimmunoendocrinologia, che sa mettere insieme mente e corpo, abbraccia la Psicologia e prova a darle conforto: anche lei lo sa che la gente spaventata, sola, chiusa in pensieri catastrofici e privati sempre uguali, è piena di cortisolo e rimane senza difese immunitarie, necessarie per non ammalarsi. “Che assurdità è indurre le persone al terrore, alla rabbia, al conflitto, indebolendo il sistema immunitario dell’intera popolazione mondiale, proprio quando è in corso una pandemia?” Raccontano tra loro. Ma che ci possono fare? Inascoltate, seppur coscienziose e capaci, si abbracciano e si sentono per un po’ forti e al sicuro insieme. Sanno bene che l’Abbraccio è l’inizio dei popoli. Il Conflitto è la fine. Sono Scienze giovani e nessuno dà loro credito.

La Sociologia si vergogna, con gli abiti consunti e sporchi. Guarda, annuisce contrariata, avrebbe molto da dire, soluzioni da offrire, ma nessuno l’ascolta: le Scienze Farmaceutiche in abiti Armani e tacchi alti, così agghindate appaiono più credibili, hanno più soldi da investire nella ricerca, alla sociologia è offerto si e no qualche spicciolo ogni tanto.

L’Antropologia, vestita di madre natura, qualche fiore nei capelli e poche foglie per coprirsi, si arrende. Conosce l’uomo e i suoi egoismi, i suoi colpi sul petto quando il nemico è abbattuto, ferito, al tappeto. Sa che non ha ancora imparato, dopo millenni, che la strada dell’individualismo, a discapito della protezione della collettività, ha estinto culture e popolazioni, e la felicità del potere assoluto, dura poco e serve a nulla. Tribola in un déjà-vu.

La Matematica e tutte le sue logiche figlie scartabellando, trascrivono dati, tentano di dargli un senso e stabilire la Verità: contano, ricontano e i conti tornano e non tornano. A furia di contare, non hanno più chiaro perché e per chi dovrebbero farlo.

La Filosofia della Scienza, le vede confuse e sussurra loro: vedete nei numeri solo la teoria che avete in testa già. Se i conti non tornassero, dovreste mettere in dubbio la teoria che avete in testa, potrebbe essere sbagliata. Pensate ancora prima di rimettervi a ricontare e chiedetevi per Chi e per Cosa lo state facendo.

E mentre nell’Olimpo della Conoscenza è panico e conflitto, il terrore dilaga nei luoghi pubblici: arte, cinema, teatro, sport, concerti, musei, famiglie. Tutto chiuso, lo spettacolo è già in corso nei talk show; nei luoghi del potere chiamati altrimenti “politica” autoconservativa; nei laboratori molecolari, farmaceutici, biochimici che promettono salvezza, vendono speranza, e con queste promesse si guadagnano il diritto di render muti tutti. Tutti.

Se scendi in piazza, con il prossimo tuo, cercando il Buon Senso per sollevare il Dubbio, rapiti dal Conflitto, sei in odore di follia.

Tsunami emozionali urlati dal mondo dell’informazione terrorizzano società, lavoro, culture, popoli, pensieri, idee, speranze, piccole felicità, relazioni, idee nuove, idee vecchie, idee future.

Al rogo il Dialogo, principio di ogni cosa, la comprensione reciproca, la protezione del prossimo, l’ascolto delle ragioni dell’Altro, i dubbi che permettono di cercare soluzioni, il rispetto per le idee diverse dalle proprie, la ricerca di una soluzione collettiva che rispetti la complessità di un fenomeno che non è solo un virus, ma la prova universale di quanto siamo capaci, nel 2021, di stare al mondo senza pestare i piedi altrui prendendoci il potere di decidere per tutti senza ascoltare nessuno.

Sistemi immunitari collassati sotto la pressione di un mondo minaccioso, incerto, pericoloso. Del prossimo nostro che potrebbe decretare la nostra fine corporea.

Tesserini verdi che decretano se sei uno giusto o uno sbagliato. La complessità del mondo intero ridotto in solo due opzioni e tutto il resto non esiste più. Non ha più diritto di cittadinanza su questa terra.

Vince chi urla di più e aggredisce più forte.

Sembrava vincere chi ha più anticorpi, chi obbliga gli altri a farsi iniettare nel corpo le idee altrui, rinunciando a dare il giusto valore alla complessità, alla diversità, che alcune volte é anche genetica. Fatto salvo poi accorgersi che lo scudo protettivo, come un ologramma, appare e scompare senza preavviso. E senza avviso, pur non volendo, si infetta il prossimo. Il tesserino verde diventa paradossalmente, per alcuni, il diritto inoppugnabile di portarsi a spasso il virus senza sensi di colpa. Le istituzioni lo permettono. Le responsabilità si diluiscono.

Si emettono giudizi morali per scelte personali altrui, ognuno sicuro di conoscere l’unica verità possibile da imporre al Prossimo proprio. Come se ne esistesse solo una di verità.

Non ti fai il vaccino? Sei un egoista. Ti fai il vaccino? Sei un suddito asservito al potere. Non vuoi farti la terza dose? Sei un debole sospettoso. Solo giudizi morali, che nulla hanno a che vedere con le prassi Scientifiche e la ricerca di una soluzione. Insulti che dichiarano la fine di un mondo rispettoso e civile in cui tutti abbiamo lo stesso diritto di vivere.

Quando mai il Conflitto é riuscito a trovare una soluzione? Il Conflitto trova solo Vincitori e Vinti.

E sì che lo sappiamo che Morale, Poteri Politici e Scienza confliggono e si intrallazzano da tanto. Sembrava avessimo trovato un accordo negli ultimi decenni, ed invece è tutto di nuovo in subbuglio.

Ancora lo ricordo Galileo, lasciandosi alle spalle un tribunale ecclesiastico che mormora “Eppur si muove”.  Vogliamo parlare poi di tutte le donne che solo all’inizio del 1900 chiedevano un’istruzione, un lavoro e ricevettero in cambio dalla Medicina una diagnosi di isteria e l’asportazione dell’utero? La Medicina giurava che tali scandalose richieste di studio e libertà, da parte delle donne, arrivassero per colpa di un utero malato. L’ha giurato, ha promesso salute mentale per le donne e i loro uomini, ed ha perpetrato torture. Non ha mai detto “Scusa”. Sarebbe bastato un “scusate, ci siamo sbagliati, vi abbiamo sottoposto ad amputazioni corporee, quando chiedevate solo libri e libertà”.

Certo, é la stessa pregevole e preziosa Medicina che salva vite, sarà per questo che alcune volte qualcuno si arroga il diritto di nascondersi sotto le sue vesti e gioca a fare il Dio con le vite degli altri urlando: “Così si fa! Senza se e senza ma.”

Ma poi son stati guai, di ogni tipo. Giorni commemorativi per non dimenticare in calendario. E tanto altro nel dimenticatoio di coscienze private.

E il virus osserva sgomento e dice:” mai avrei pensato che in mio nome sareste stati capaci di farvi così male. Io non ho così tanto potere di distruggervi come state facendo da soli l’uno contro l’altro. Forse mi ritiro, l’uomo sa essere veramente pericoloso ed io continuo a cambiare forma ogni volta che vi incontro, mi aveva già messo in guardia madre natura, ferita dal vostro egoismo. Non sono io il vostro problema, ma la vostra incapacità di pensare tutti insieme per trovare una soluzione rispettando la complessità dei bisogni umani e non solo del corpo macchina efficiente che produce denaro; come sempre volete solo comandare. Comandare non è trovare soluzioni collettive, ma riduttive che spesso possono fallire, come gli ologrammi”.

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La dottoressa Maria Quarato, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta, ha conseguito la laurea in Psicologia Clinica ad indirizzo neuropsicologico a Padova e il titolo di Psicoterapeuta presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Interazionista. Per anni cultrice della materia ed assistente alla cattedra di Psicologia Clinica e Psicoterapia, dipartimento di Psicologia Generale Università degli Studi di Padova. Ha partecipato ad un Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale, promosso dal Miur, Ministero Istruzione, Università e Ricerca . Autrice di diversi articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali e nazionali. Membro del comitato Scientifico della rivista " Scienze dell'interazione" Attualmente docente della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Interazionista e Presidente “Ediveria”, Associazione per la ricerca internazionale e la consulenza “dell’udire voci” con sede a Vienna. Da anni si occupa di ricerca e psicoterapia dell’udire voci, di neuropossibilità e complessità esistenziali, di processi migratori e di epistemologia delle scienze cliniche della psiche. www.ediveria.com www.scuolainterazionista.it