L’ADHD è una sindrome medica valida?

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IMPORTANTE: Gli psicofarmaci possono causare reazioni da sospensione, talvolta includendo reazioni emotive che minacciano la vita e problemi di astinenza fisici.  La sospensione degli psicofarmaci dovrebbe essere eseguita attentamente sotto una collaudata supervisione clinica e accompagnata da una buona psicoterapia per risolvere i problemi che ne avevano fatto intraprendere l’uso.

 

Di seguito è riportato il contenuto della presentazione di Laura Guerra per Medicina a piccole dosi seguendo la sequenza delle slides

 

L’ADHD (Sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività) è una diagnosi medica valida?

A quali bambini può essere rivolta la diagnosi di ADHD?

La diagnosi di ADHD può essere rivolta ai bambini definiti “disattenti, iperattivi e impulsivi”.

Come viene presentata ai genitori l’ADHD?

L’ADHD viene presentata dalle neuropsichiatrie infantili ai genitori come una sindrome organica, che riguarda un difetto dello sviluppo neurologico, di probabile origine genetica, caratterizzato da uno squilibrio chimico della dopamina.

Come viene fatta la diagnosi di ADHD?

Tuttavia, nonostante venga presentata come una sindrome di natura organica e numerosissimi articoli di divulgazione lo asseriscano, non esiste alcun esame clinico o di laboratorio che possa dimostrare la natura biologica della sindrome, tanto che la diagnosi può essere fatta soltanto attraverso la somministrazione di test alla famiglia e alla scuola. (1)

Paradossalmente, un bambino può risultare con ADHD in un centro di riferimento e senza ADHD in un altro.

Per le reali sindromi genetiche e le malattie organiche questo non succede. Un bambino ad es. con trisomia del cromosoma 21 (sindrome di Down) può essere diagnosticato con esami genetici, così come un bambino diabetico può essere diagnosticato attraverso analisi del sangue ed entrambi risulteranno positivi in tutti i centri di riferimento.

L’ADHD è una sindrome medica valida?

Per la completa mancanza di riscontri di una natura organica, l’ADHD non può essere definita una diagnosi valida dal punto di vista medico.

Lo ha ribadito anche il neuropsichiatra infantile Leon Eisenberg, padre scientifico dell’ADHD, che dopo una vita spesa a promuovere la diagnosi, poco prima di morire ha dichiarato

L’ADHD è un tipico esempio di malattia fabbricata”. (2)

Anche lo psichiatra americano Peter Breggin ha dichiarato

L’ADHD non è una sindrome medica valida, ma riflette un ampio spettro di variazioni del normale comportamento del bambino”. (3)

Che cosa sarebbe allora l’ADHD?

Quando si parla di ADHD si parla di comportamenti e non di una causa.

Parlare di ADHD è come fare una fotografia istantanea del bambino, osservare come si comporta, ma senza analizzare le cause dei suoi comportamenti. Lo si vedrà disattento, eccessivamente attivo e agitato, magari anche arrabbiato (“oppositivo-provocatorio”), ma senza alcuna informazione riguardo le cause che lo rendono tale.

Le cause alla base dei comportamenti tipici che definiscono la sindrome ADHD possono essere centinaia, sia di origine fisica che relazionale, ambientale, sociale e pedagogica, e per ogni bambino occorre indagare e la reale causa che determina i suoi comportamenti per poterlo aiutare.

Ad es., i DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) che comprendono la dislessia, discalculia, disgrafia e che il sito AIFA onlus (Associazione Italiana Famiglie ADHD) indica come “disturbi in comorbidità” con l’ADHD, in realtà possono essere causa dei comportamenti definiti ADHD.

Si immaginino i comportamenti di un bambino dislessico non opportunamente sostenuto nelle sue difficoltà: il bambino metterà in atto quei comportamenti tipici descritti col termine ADHD (disattenzione, iperattività e impulsività) poiché, non riuscendo a stare al passo con i compagni, in classe si distrae, si alza e si agita, disturbando la lezione e per la frustrazione potrà anche arrabbiarsi, assumendo quello che nel linguaggio patologizzante dell’AIFA onlus (Associazione Famiglie Italiane ADHD) e delle neuropsichiatrie infantili viene definito “disturbo oppositivo-provocatorio”. (4)

Fare la diagnosi di ADHD al bambino significa rinunciare alla ricerca delle reali cause dei suoi comportamenti e quindi allontanare le possibili soluzioni.

I comportamenti “ADHD” possono essere visti come una richiesta di attenzione e di aiuto che il bambino non riesce ad esprimere a parole e non dovrebbero essere soppressi e soffocati, a suon psicofarmaci, con una diagnosi non fondata.

Perché l’ADHD è stata presentata come una sindrome organica nonostante la completa mancanza di prove scientifiche?

Per dare una risposta a questa domanda bisogna tornare agli anni ’80 quando la Ciba Geigy cominciò a finanziare la CHADD (Children & Adults with ADHD) associazione delle famiglie ADHD americana. (5,6)

La presentazione dei comportamenti definiti “ADHD” come una sindrome di natura organica è in linea con gli interessi delle case farmaceutiche, che così possono promuovere i loro prodotti come farmaci che “riportano alla normalità un sistema squilibrato”, anche se, come detto, non esiste alcuna prova dell’esistenza di uno squilibrio chimici nel cervello dei bambini. (5,6)

Fonti autorevoli riportano che la CHADD sia stata fondata dalla Ciba Geigy, ora Novartis e casa farmaceutica produttrice del Ritalin, allo scopo di diffondere informazioni ingannevoli sulla sicurezza e l’efficacia degli stimolanti, farmaci di elezione per il trattamento dell’ADHD. Nel materiale informativo dall’associazione si dice ad es., che il Ritalin sarebbe più sicuro dell’aspirina…

I circa novecentomila dollari  di finanziamenti della casa farmaceutica all’Associazione dei familiari ADHD hanno portato a un aumento del 500% del numero dei bambini trattati con psicofarmaci tra il ’90 e il ’95, fino ad arrivare al 700% nel ’98. (5,6)

Come la CHADD informa i genitori dei bambini?

Va ricordando che la CHADD riceve finanziamenti da numerose case farmaceutiche, tra cui la Eli Lilly, Johnson & Johnson, Novartis e Shire, così come l’analoga italiana AIFA onlus (Associazione Italiana Famiglie ADHD) riceve finanziamenti dalla Eli Lilly e dalla Wyeth Lederle SpA. (5,7,8)

Nella loro promozione della diagnosi, le associazioni dei familiari sostengono che:

  • l’ADHD non dipenderebbe dai genitori e dai bambini.
  • Il disturbo sarebbe di natura organica ed ereditario
  • Il trattamento farmacologico dei sintomi servirebbe a prevenire lo sviluppo di problemi maggiori nel futuro
  • L’intervento precoce sui sintomi sarebbe la chiave per risultati positivi
  • Se non trattati, i bambini potrebbero andare incontro da adulti a depressione, delinquenza, incidenti, fallimento sul lavoro, abuso di alcol e droghe ecc.

Quali sono i farmaci nel trattamento dell’ADHD?
Gli STIMOLANTI – RITALIN (metilfenidato)

Gli psicofarmaci usati nel trattamento dell’ADHD appartengono alla classe delle Anfetamine.

Il Ritalin, in particolare, ha lo stesso meccanismo d’azione della cocaina, ma è più potente in quanto si lega ad un numero maggiore di “carriers” della dopamina, le molecole che rimuovono il neurotrasmettitore dallo spazio sinaptico, ed ha un’emivita molto più lunga, di 4 o 5 ore confronto ai circa 30 minuti della cocaina. (9)

L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) classifica il Ritalin come droga ad alto rischio di abuso e assuefazione, insieme alla cocaina e all’eroina. Questa sostanza era illegale fino al 2007, dopodiché è stata legalizzata e classificata come psicofarmaco per i bambini dai 6 ai 18 anni. Dopo i 18 anni ritorna ad essere illegale. (10)

Quali sono gli effetti a breve e a lungo termine del Ritalin?

A breve termine il Ritalin produce un apparente miglioramento. Infatti, grazie al suo particolare effetto agisce sopprimendo l’attività spontanea del bambino e inducendo il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC). (3)

Così in classe dal punto di vista del comportamento il bambino è più contenuto, non si agita, non disturba e magari copia alla lavagna e scrive ma, come sottolineato dallo psichiatra americano Peter Breggin, svolge questi compiti con un atteggiamento di tipo ossessivo-compulsivo. È stato dimostrato, inoltre, che l’uso degli stimolanti, utilizzati come “stimolatori delle attività cognitive” in realtà non si traduce in un miglioramento del rendimento scolastico. (11)

A lungo termine, a cominciare già dopo qualche mese, possono comparire per l’effetto del farmaco depressione, agitazione, ansia, mania, perdita del controllo insonnia e irritabilità. (3)

Gli stimolanti possono portare alla diagnosi di disturbo bipolare

Se i sintomi sopra elencati non sono visti come gli effetti collaterali del Ritalin possono essere erroneamente interpretati come un peggioramento dello stato emotivo del bambino e trattati progressivamente con altri psicofarmaci, per sopprimere gli effetti collaterali dei precedenti, fino ad arrivare a veri e propri “cocktail farmacologici” che comprendono: sedativi per dormire, antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori dell’umore e altro ancora. (3)

Effetti collaterali del metilfenidato o Ritalin

Come riportato nel sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) gli effetti collaterali del ritalin sono molti e di diversa intensità. (12) Tra i più importanti:

  • Mal di testa
  • Ritardo nella crescita
  • Perdita di peso
  • Perdita dell’appetito
  • Nervosismo
  • Alterazioni o sbalzi dell’umore
  • Alterazioni della personalità
  • Incapacità ad addormentarsi
  • Gonfiore al seno negli uomini
  • Tic vocali e motori simili alla Sindrome di Tourette
  • Attacco di cuore
  • Battito cardiaco irregolare
  • Convulsioni
  • Dolore addominale, nausea
  • Aumento improvviso della temperatura corporea, pressione molto alta e convulsioni gravi (Sindrome Neurolettica Maligna)
  • Ideazione suicidaria
  • Mania
  • Aggressività
  • Perdita del controllo
  • Allucinazioni visive e uditive

È da mettere in evidenza che nei siti delle Associazioni Familiari ADHD diversi effetti collaterali del Ritalin vengono indicati come “disturbi in comorbidità con l’ADHD”, come ad es. la sindrome di Tourette, il disturbo bipolare, il disturbo ossessivo-compulsivo e altri ancora. (4)

Conclusioni

Per concludere, riportando quanto espresso da Peter Breggin in una sua pubblicazione in difesa di approcci non farmacologici per aiutare i bambini in difficoltà:

Milioni di bambini e giovani non conosceranno le loro potenzialità, in quanto crescono con un cervello intossicato – i loro neurotrasmettitori saranno, infatti, compromessi dall’assunzione di questi farmaci, nei loro anni formativi

Inoltre, saranno consumatori a vita di psicofarmaci con una forte riduzione della qualità e dell’aspettativa di vita.

È ora di dire basta e di confrontarsi direttamente con la necessità di bloccare questo approccio disumano e distruttivo al quale sono sottoposti i nostri bambini e i nostri giovani”. (13)

Bibliografia

(1) Linee guida SINPIA ADHD: diagnosi & terapia farmacologiche
Approvazione CD: 24 giugno 2002. Linee-guida per la diagnosi e la terapia farmacologica del Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD) in età evolutiva.
https://www.iss.it/documents/20126/841055/SINPIA_L.g.ADHD.1116940207.pdf/12db0d2c-f69e-9c8e-d9fb-540a193a7b9b?t=1576428886144
(2) L’inventore dell’ADHD: “L’ADHD è una malattia fittizia”. Istituto di Ortofonologia
https://www.dire.it/newsletter/psicologia/anno/2015/gennaio/13/?news=10
(3) P.R. Breggin. La sospensione degli psicofarmaci, un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie. 2018 Fioriti Editore
https://mad-in-italy.com/2019/06/la-sospensione-degli-psicofarmaci-un-manuale-per-i-medici-prescrittori-i-terapeuti-i-pazienti-e-i-loro-familiari/
(4) AIFA onlus. Le comorbidità.
https://www.associazioneaifa.it/le-comorbilita/
(5) Merrow report; Attention Deficit Disorder: A Dubious Diagnosis? 20-10-1995, American Archive
https://americanarchive.org/catalog/cpb-aacip-526-w950g3jb29
(6) Interessi contrastanti – Giù le mani dai bambini!
https://www.giulemanidaibambini.org/pro-contro/contro/interessi-contrastanti
(7) R. De Grandpre.RITALIN NATION: by Richard De Grandpre, Ph. D. – Drugs, the future & our children
https://www.etsy.com/it/listing/665451474/ritalin-nation-by-richard-de-grandpre-ph
(8) Amici dell’AIFA onlus
http://www.aifa.it/amici_aifa.htm
(9) Dopamine Transporter Occupancies in the Human Brain Induced by Therapeutic Doses of Oral Methylphenidate. Nora D. Volkow (Am J Psychiatry 1998; 155:1325–1331)
(10) Agenzia Italiana del Farmaco. DETERMINAZIONE 19 aprile 2007.
Autorizzazione all’immissione in commercio
della specialita’ medicinale per uso umano “Ritalin ̋.
(Determinazione A.I.C./N n. 876).
http://www.farmaco-iss.org/GU%20ADHD.pdf
(11) Brooke S.G. Molina et al. The MTA at 8 Years: Prospective Follow-Up of Children Treated for Combined Type ADHD in a Multisite Study, J Am Acad Child Adolesc Psychiatry. 2009 May; 48(5): 484–500.
doi: 10.1097/CHI.0b013e31819c23d0
(12) Agenzia Italiana del Farmaco. Ritalin- Foglio Illustrativo: Informazioni per l’utilizzatore
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_000114_035040_FI.pdf&retry=0&sys=m0b1l3
(13) P. R. Breggin. Time to Call a Halt to Psychiatrically Diagnosing and Drugging Children. Pschiatric Drugs and Children on August 29, 2015
https://parkoffletter.org/dr-peter-breggin-on-psychiatric-drugs-for-children/

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Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie". Recentemente ha tradotto il libro di Joanna Moncrieff "Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici".