Gli antidepressivi possono provocare gravi anomalie mentali e comportamentali

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Dal libro “La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie”

di Peter Breggin

Traduzione del libro di Laura Guerra

Gli antidepressivi possono causare gravi anomalie mentali e comportametali

È possibile che, in una certa percentuale di casi, durante l’uso degli antidepressivi si verifichino alterazioni mentali e comportamentali che possono mettere in pericolo la vita ed è perciò necessario che lo psichiatra informi adeguatamente la persona e la sua rete sociale in modo che possa monitorare l’andamento del trattamento.

Peggioramento clinico e rischio di suicidio: i pazienti, le loro famiglie e chi si prende cura di loro, dovrebbero essere incoraggiati a prestare attenzione all’emergere di ansia, agitazione, attacchi di panico, insonnia, irritabilità, rabbia, ostilità, aggressività, impulsività, acatisia (irrequietudine psicomotoria), ipomania, mania e altri cambiamenti di comportamento insoliti, peggioramento della depressione e idee suicidarie, soprattutto all’inizio del trattamento antidepressivo e nei periodi di aumento e di diminuzione della dose.

Si consiglia alle famiglie e a coloro che si prendono cura dei pazienti di verificare quotidianamente l’emergere di tali sintomi, poiché i cambiamenti possono essere repentini.

Tali sintomi devono essere segnalati al medico curante o al terapista del paziente, specialmente se sono gravi, improvvisi all’inizio o non facevano
parte dei sintomi già presentati dal paziente.

Tali sintomi possono essere associati a un aumentato rischio di pensiero e comportamento suicidario e indicano la necessità di un monitoraggio molto attento ed eventualmente di cambiamenti nella terapia (Physicians’ Desk Reference 2011, p. 1496).

IMPORTANTE: Gli psicofarmaci possono causare reazioni da sospensione, talvolta includendo reazioni emotive che minacciano la vita e problemi di astinenza fisici.  La sospensione degli psicofarmaci dovrebbe essere eseguita attentamente sotto una collaudata supervisione clinica e accompagnata da una buona psicoterapia per affrotare i problemi che ne avevano fatto intraprendere l’uso.

 

Bibliografia

Peter Breggin. La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie. 2018 Giovanni Fioriti Editore

La sospensione degli psicofarmaci, un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie

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Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie". Recentemente ha tradotto il libro di Joanna Moncrieff "Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici".