La cura crea In-dipendenza – SOS Ballarò

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Questo è stato il mio intervento alla manifestazione di contro la diffusione e la piaga sociale del crack che si è svolta a Palermo la settimana scorsa

Salve a tutte/i e grazie per essere qui oggi. Mi chiamo Antonino Napoli e opero nel sociale come esperto di supporto tra pari. Ho lavorato come operatore di strada nel camper e nell’ambulatorio a bassa soglia: due importanti servizi che a Palermo sono stati chiusi in concomitanza col primo lockdown e da allora sono tutt’ora assenti purtroppo.

Grazie al mio ruolo ho avuto modo di conoscere meglio il mondo giovanile, andando nei luoghi della movida e del consumo in ascolto del grido di disagio del popolo della notte.

I giovani sempre più spesso restano imprigionati dalle piovre della tossicodipendenza, alcolismo, prostituzione, devianza ed emarginazione.

Loro, e non solo, cadono adescati e trascinati in una schiavitù dalla quelle è difficile liberarsi e che conduce alla perdita del senso della vita ed anche della vita stessa.

La ricerca di una gioia effimera porta oggi a rimanere intrappolati in sostanze velenose che corrompono le persone e le uccidono.

Sono oltre 250 milioni le persone che fanno uso di sostanze o sono vittima di qualche dipendenza.

Le principali cause di questo fenomeno sono dovute all’assenza della famiglia, alla pressione sociale, alla propaganda perseverante dei trafficanti di morte, al desiderio di una felicità momentanea e di fare nuove esperienze che si trasformano presto in un inferno devastante.

Una realtà che ho vissuto anche io in prima persona, per questo voglio ricordare che: la dipendenza è una malattia e la droga rappresenta una ferita della nostra società, che intrappola nella sua rete le persone privandole della loro libertà e rendendole vittima di questa nuova forma di schiavitù.

Il crack e la droga sono trappole che catturano molta gente. Il crack è un male e col male non ci possono né devono essere compromessi: tutti siamo chiamati a contrastare la produzione, l’elaborazione e la distribuzione della droga.

È dovere di chiunque affrontare questa lotta contro i trafficanti di morte, senza avere paura di dare queste qualifiche a chi fa della nostra città un triste ospedale da campo, che, unitamente a quelli delle altre città del mondo, conta milioni di morti e sofferenti invisibili per la piaga della tossicodipendenza.

Alcune di queste persone hanno dimenticato che possono cambiare stile di vita e letteralmente resuscitare, mentre altri già sognano di farlo: tutti loro aspettano solo una mano per diventare finalmente protagonisti della propria rinascita.

Per fare questo è necessario affrontare i problemi che sono alla base dell’uso e dell’abuso.

Bisognerebbe anche fermare la domanda di consumo anzitutto attraverso una formazione umana rivolta agli strati più vulnerabili della società per permettere agli individui di avere altri elementi per un sano discernimento.

Per dire “No” alle dipendenze occorre dire “Sì” alla vita, all’amore, all’educazione ed al lavoro: se questi si realizzano non c’è spazio per l’abuso di sostanze.

Accanto al lavoro di recupero e prevenzione occorre incrementare la lotta al crimine organizzato ed al narcotraffico.

Questa è una denuncia contro le forme di corruzione e di riciclaggio presenti nella distribuzione della droga. Quando ci si imbatte in questa si palesa un sistema mafioso che arriva persino ad uccidere chi vive e lotta contro queste forme di schiavitù.

Non cediamo alla violenza, alla corruzione ed alla rassegnazione che porta a trincerarsi nella solita congiura del silenzio. Non servono politiche isolate poiché è un problema umano e sociale: tutto deve essere collegato.

Occorre creare reti di solidarietà e vicinanza con coloro che piombano nel tunnel della dipendenza. Per vincere questi problemi è necessario un impegno sinergico che coinvolga le diverse realtà presenti sul territorio nell’attuare programmi sociali orientati alla promozione della salute, al sostegno familiare e soprattutto all’educazione.

Tutti dobbiamo lavorare affinché le persone possano riscoprire la loro dignità e facciano fruttare quei talenti, preziosi anche per la società, che la droga ha sepolto.

Pensare di ridurre il danno consentendo solo terapie sostitutive non basta: occorrono possibilità di riabilitarsi grazie alla giusta formazione, al reinserimento lavorativo e ciò che può garantire il diritto abitativo ed all’indipendenza della persona, per promuovere il suo sviluppo umano integrale.

Accompagniamo chi è in difficoltà e doniamo sempre speranza per il futuro.

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Antonino Napoli si è Diplomato in Criminologia e Scienze Forensi, ha studiato Pastorale della Salute e conseguito il Master di Meditazione (Neuroscience Based) ed il Master di Accompagnamento Spirituale nella Malattia ed al Fine Vita. Qualificato anche come Peer Educator della Salute Sessuale grazie ad Arcigay, è Peer Specialist nel campo delle Addiction e della Salute Mentale. Professionalmente è un Operatore nell'Educativa di Strada impegnato nella promozione di percorsi di Recovery. Pratico del Metodo dei Dodici Passi, è un Facilitatore di Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto. Ha lavorato nel campo della Riduzione Del Danno con l’A.S.P. di Palermo. Collabora con MAD in Italy come hacktivista, scrittore free lance, tecnico informatico, grafico digitale e social media manager. Ha partecipato come relatore in convegni, conferenze e workshop sul tema della filosofia Open Source e Hacker, la storia e la sociologia dell'esoterismo, la spiritualità ed il simbolismo.