I pescatori di anime

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Molti frequentatori dei centri di salute mentale vivono situazioni simili tra loro, da nord a sud indistintamente: i protocolli, le prassi e le cattive pratiche non mancano. Questo è un esempio delle tante cattive pratiche in psichiatria 

 La sindrome di Stoccolma

Definizione: Particolare stato psicologico che può interessare le vittime di un sequestro o di un abuso ripetuto, le quali, in maniera apparentemente paradossale, cominciano a nutrire sentimenti positivi verso il proprio aguzzino che possono andare dalla solidarietà all’innamoramento

E….. i pescatori di anime

Sarà per questa sindrome che il paziente, utente, malato o come lo si voglia chiamare, quando lo psichiatra di riferimento annuncia che lascia il suo incarico, si sente dispiaciuto? Malgrado tutto contava su quel dottore tanto odiato.

Forse fino a quel momento non aveva realizzato che intimamente nutriva l’idea (illusoria) di un possibile alleato: questa figura così presente nella sua vita, come se fosse un familiare lì apposta per il fare il suo interesse.

Quello che per il mio bene, mi ha contenuto meccanicamente e chimicamente, mi ha costretto a fare il depot, per il mio bene mi ha anche minacciato subdolamente che se non seguo le direttive scatta il TSO e il provvedimento dal giudice che mi costringe a fare il depot se io non faccio quello che mi viene detto di fare, sempre per il mio bene!

Lo dicevi tu che lo facevi per il mio bene, dottore!

Anche se lo dicevi perché è il tuo lavoro, io un po’ ci credevo, ora che te ne vai mi rendo conto che un po’ mi dispiace, anche se ti ho odiato. Quel tuo modo poco empatico, quel tuo atteggiamento antipatico e paternalistico, quel finto interessamento sui vari passaggi della mia vita, quella pretesa di sapere tutto di Me, di decidere cosa è meglio per Me senza chiedermi cosa Io ritengo meglio per Me stesso e magari discuterne insieme e trovare una soluzione migliore, più adatta ai miei reali bisogni, non quelli che tu pensi siano i miei bisogni.

Se tu ci tenevi veramente a me, mi avresti chiesto come mi sento, quali sono i miei desideri, cosa mi fa stare meglio o bene, le mie aspettative …non in modo indagatore come se fossi in questura, davanti a chi cerca il colpevole per aver commesso un reato.

L’unico reato è quello di essermi rivolto a te, che non capisci, non comprendi, fingi di voler sapere di me, e mi colpevolizzi di essere scappato a questi metodi coercitivi che mi traumatizzano e lasciano segni importanti sia nel fisico che nell’anima, violata e violentata.

Ecco ora penso che mi spiace, ma credo a questo punto che l’idea del mio bene e l’idea che hai tu del mio bene non coincidono.

Come si fa a pensare che la persona che ti dice che lo fa per il tuo bene, poi va via e ti lascia nelle mani di uno sconosciuto, di cui neppure il nome ti ha annunciato, come un pacco nelle mani di chissà chi!? Senza un passaggio graduale e una consegna degna.

Un giorno senza tanti preavvisi mi dici che te ne vai! E il mio bene? Se ne va insieme a te dottore? Accidenti a te! Mi stai abbandonando! Mi sento abbandonato! Io sono sensibile a questo.

A volte neppure un avviso, ci si ritrova con un volto nuovo, così da ricominciare tutto da capo, embè, c’è tutto scritto sulla scheda del PC, tutto si riduce ad una scheda, io sono una scheda! Credevo di avere un’anima, dei sentimenti, delle emozioni, di essere una persona, certo con una situazione da risolvere, ma pur sempre una persona, e invece, basta guardare sullo schermo del pc, leggere la cartella clinica e farsi un’idea bislacca di chi sono io…

Sono deluso, mio caro dottore, spero solo che il prossimo che arriva sia meglio di te, ma se poi se ne va anche lui? Io resto e loro se ne vanno; questa è un’ingiustizia, quasi quasi chiamo l’avvocato, ma chi mi crede? Chi mi ascolta? Chi mi appoggia? Chi mi supporta? Chi pensa che io abbia una mente con cui pensare, una personalità, un carattere, delle idee, delle aspettative, dei talenti, dei desideri…

Eppure ci sono, li ho trovati, li ho cercati con tutto il mio cuore e il mio intendimento. Ora prendo una posizione, decido, scelgo, mi disciplino, mi faccio aiutare da chi lo fa veramente per il mio bene!

Ma soprattutto il mio bene me lo devo dare io! Io mi voglio amare, comprendere e conoscere, per non cadere più in quella rete di pescatori di anime!

Ispirata da una storia vera

Susanna Brunelli 

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Il mio nome è SUSANNA, dal 1963, ma sono rinata il 18 marzo 2019. La mia vita è ricca di episodi e di esperienze gioiose, ma anche molto tristi e drammatiche. Non c'è bene o male, giusto o sbagliato, ma solo ciò che evidentemente serviva per portarmi dove sono ora. Da molti anni conosco l’ambiente psichiatrico, prima come familiare, poi, per un periodo relativamente breve ma intenso come l’inferno, ho vissuto un'esperienza come diretta interessata. Tutto il resto lo racconto a chi mi vuole leggere o ascoltare oppure conoscere personalmente. Il mio motto è: TUTTO E’ POSSIBILE !