Il Recovery e gli Specialisti alla Pari (Peer Specialists)

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Marcello Maviglia

Marcello Maviglia, psichiatra e specialista in tossicodipendenza, si interessa di problemi di salute mentale nel contesto dei determinanti della salute in generale e dei principi che facilitano il Recovery degli individui.

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Intervista a Donald Hume

di Marcello Maviglia

Donald Hume è un Peer Specialist (Specialista alla Pari) che vive ed esercita nel New Mexico (USA). Ha una lunghissima esperienza nel campo del Recovery e si può senza dubbio affermare che sia uno dei maggiori esperti in questo campo, sia nello stato del New Mexico che a livello nazionale. Il suo contributo nel corso degli anni ha avuto un notevole impatto nella creazione e lo sviluppo di una rete di Specialisti alla Pari integratasi molto efficientemente nella struttura sanitaria del New Mexico.

Donald ha infatti contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo delle linee guida dei corsi di formazione degli Specialisti alla Pari ed all’adattamento delle loro modalità di intervento in diverse comunità, incluse alcune tribù native americane.

Conosco Donald da molti anni, durante i quali abbiamo stabilito un solido rapporto professionale e di amicizia. Insieme abbiamo lavorato allo sviluppo della rete del Recovery e anche sviluppato un modello in cui lo Specialista alla Pari assume la funzione di supervisore dell’operatore sanitario, in un clima di rispetto reciproco.

Ho intervistato Donald alcune settimane fa, nel mio ufficio in Albuquerque, nel New Mexico. Riporto qui i punti più salienti dell’intervista in cui Donald condivide le sue opinioni riguardo il ruolo degli Specialisti alla Pari con qualche riferimento interessante alla creazione e sviluppo di un modello culturalmente compatibile con la realtà italiana.

Marcello: Donald, grazie per aver accettato il mio invito all’intervista. Passo subito alla prima domanda: Puoi definire il concetto del Recovery per i nostri lettori italiani?

Donald: Ci proverò… ci sono molte definizioni … ma in sostanza il Recovery è un percorso in cui l’individuo cerca ed applica strategie che soddisfino i propri bisogni emotivi con lo scopo di raggiungere una qualità di vita almeno tollerabile. Il significato di qualità di vita è definito dall’individuo in disagio e non dal professionista, dal terapeuta o dal medico, i quali, senza dubbio, danno un contributo essenziale con il loro supporto, ma non dovrebbero definire, senza l’input degli utenti, gli obiettivi del loro percorso di Recovery.

Marcello: Puoi descrivermi brevemente il ruolo degli Specialisti alla Pari in generale?

Donald: Gli Specialisti alla Pari applicano, con il contributo fondamentale degli utenti, i principi del Recovery nei molteplici aspetti della realtà quotidiana. Il concetto degli Specialisti alla Pari è nato nel campo delle dipendenze e poi si è esteso ai disagi di natura psicologica e psichiatrica. In sostanza gli Specialisti alla Pari sono persone che gestiscono il proprio disagio emotivo e che assistono gli individui che lo stanno attraversando. Possono quindi essere definiti come individui che hanno intrapreso un percorso di Recovery dal disagio emotivo e che si impegnano ad assistere gli altri nel proprio percorso. Un aspetto fondamentale della loro funzione è di promuovere un senso di speranza, dimostrando che il processo del Recovery è in verità possibile per tutti, indipendentemente dalle diagnosi cliniche e da fattori biologici spesso espressi in maniera molto teorica.

Marcello: Donald, ma come si inseriscono gli Specialisti alla Pari nel sistema sanitario degli Stati Uniti?

Donald: Negli Stati Uniti, gli Specialisti alla Pari sono inclusi nel progetto di riforma sanitaria promossa dal presidente Obama. Gli Specialisti intervengono sul disagio emotivo nel contesto familiare e sociale, con la rimozione di ostacoli che sono parte dell’esperienza quotidiana dell’individuo in disagio.

Il modello prevede lo sviluppo di modalità di intervento che includono la prevenzione di crisi acute e la gestione del disagio emotivo tramite diverse modalità, inclusi incontri individualizzati anche tramite servizi telefonici, video, computer, ecc.

Utilizziamo anche i Centri di Recovery (sovvenzionati tramite diversi meccanismi), che sono strutture gestite dagli stessi Specialisti che aiutano a sviluppare un legame giornaliero o frequente con l’individuo in disagio e che includono visite di sostegno a domicilio.

Il punto essenziale è che cerchiamo di incontrare l’utente dove “si trova”, sia fisicamente che psicologicamente. Il nocciolo dei nostri interventi consiste nel migliorare e salvaguardare la qualità della vita dell’utente.

Tuttavia, siamo consci delle difficoltà nel percorso del Recovery e pertanto abbiamo sviluppato un approccio concreto basato sull’evidenza dei risultati (evidence based practice), che definisce le funzioni degli Specialisti alla Pari.

Vorrei provare ad elencarne gli aspetti più salienti:

Incomincerei dal cosiddetto Coaching, che include una serie di tecniche e consigli per assistere coloro che sono in disagio, su come affrontarlo nella maniera più efficiente possibile.

Nella fase dell’Apprendimento di strategie, fondamentalmente parte del Coaching, si aiuta l’utente a sviluppare un repertorio individuale di strategie per fronteggiare il disagio emotivo. Lo sviluppo delle capacità per fronteggiare il disagio emotivo è anche facilitato dal cosiddetto Specchio Comportamentale che sottolinea la maniera in cui lo Specialista alla Pari affronta situazioni potenzialmente stressanti sia nella vita reale che simulate. Questo aspetto fornisce una guida chiara e concreta su come lo Specialista alla Pari reagisce alle situazioni che potenzialmente portano al disagio e/o ad una crisi.

Come cornice a tutto questo, c’è la Funzione del Mentore, in cui lo Specialista alla Pari assiste l’individuo a sviluppare una visione personale del significato della propria esperienza di Recovery, come guida per una vita produttiva e indipendente, in sintonia con le aspettative individuali.

Marcello: Donald cosa ci puoi dire sull’efficacia degli Specialisti alla Pari?

Donald: Il ruolo degli Specialisti è basato sull’evidenza scientifica (evidence based practice). È ben dimostrato che gli interventi degli Specialisti contribuiscono alla qualità dei servizi, riducendo al tempo stesso il costo complessivo dei servizi di salute mentale, i tassi di ospedalizzazione recidiva e il periodo di degenza ospedaliera. Quindi facilitano un utilizzo più appropriato dei servizi ambulatoriali.

E, come ricorderai, Marcello …, anche i dati che scaturiscono da uno studio che abbiamo effettuato nel New Mexico, dimostrano che l’intervento degli Specialisti contribuisce ad un risparmio notevole e ad una utilizzazione più razionale delle spese sanitarie. Ma, soprattutto, evidenziano che gli individui che ricevono assistenza dagli Specialisti alla Pari, dimostrano una partecipazioni al loro percorso di Recovery molto più consistente di quella osservata nella consueta prassi di assistenza psicologica e psichiatrica, senza il coinvolgimento degli Specialisti alla Pari.

In sostanza, mi sembra che si possa tranquillamente sostenere che l’intervento degli Specialisti alla Pari migliora la qualità della vita, aumenta il coinvolgimento dei pazienti e favorisce l’autogestione del disagio con un effetto molto positivo sia per la salute psicologica che fisica.

Marcello: Donald, Quali sono, secondo te, gli ostacoli e le barriere per la costruzione di un solido network di Specialisti alla Pari? Le tue osservazioni potrebbero essere di interesse e di aiuto per lo sviluppo e l’espansione di tali servizi in Italia. Come già sai, alcuni nuclei di Specialisti alla Pari già esistono sul territorio italiano, ma non esiste ancora un vero e proprio network di Recovery.

Donald: Ci sono delle difficoltà di diversa natura. La prima sta proprio nella comprensione del significato della parola “Recovery” che può essere interpretata in diverse maniere, ma che, se non contiene la caratteristica di un percorso personale, non dettato da altri, non si conforma ai bisogni dell’individuo.

Poi ci sono poi barriere create dai “centri di potere” che esitano a condividere la gestione del disagio emotivo individuale.

Questo è insito nel sistema psichiatrico e quindi è da considerarsi come una resistenza naturale, che va affrontata con strategie adeguate e non con frustrazione o senso di disfatta.

Quindi, l’“establishment” potenzialmente cerca di controllare la gestione degli Specialisti alla Pari, ma, tuttavia, si è anche dovuto adeguare ad un cambiamento di rotta, stimolato dalla nostra perseveranza e dalle lotte degli attivisti del Recovery. Ed in realtà, negli ultimi 20 anni si sono riscontrati dei progressi enormi, come provato dalla penetrazione dei servizi degli Specialisti alla Pari in quasi tutte le comunità americane, sancito anche dalla riforma della “Obama Care” (la riforma sanitaria voluta dal presidente Obama), che ponendo un’enfasi molto pronunciata sull’integrazione dei servizi sanitari delle diverse discipline, aveva bisogno degli Specialisti alla Pari per facilitarla.

Marcello: Alcune critiche sostengono che in Italia gli Specialisti Alla Pari non potranno svilupparsi in quanto la cultura italiana è diversa. Che ne pensi?

Donald: Critiche simili venivano sollevate anche qui in America. Si diceva che gli Specialisti alla Pari non potevano affermarsi sul territorio per diversi motivi, inclusi quelli di natura economica, ovverosia la mancanza di finanziamenti per sostenere il modello.

Penso che questo sia un problema discusso anche in Italia, poiché alla base dello sviluppo di qualsiasi realtà. Tuttavia, tramite gli sforzi degli attivisti del Recovery, le cose si sono evolute sostanzialmente, come ho già descritto in precedenza.

Le cose sono cambiate, ed adesso gli Specialisti alla Pari sono parte integrante del sistema sanitario americano, pur mantenendo un’identità propria, almeno nella maggior parte dei casi. Questo non vuol dire che non ci siano o non ci saranno tentativi di controllo o strumentalizzazione su di noi. Del resto questo problema fa spesso parte dello sviluppo di molte iniziative nell’ambito della salute pubblica.

Riguardo agli aspetti culturali veri e propri, ritengo, per quello che ne so della cultura italiana, che l’Italia sia storicamente molto aperta ed incline alla solidarietà sociale e che questo aspetto costituisca una cornice ideale che per lo sviluppo di networks di Recovery, forse anche più che in America.

Marcello: Prima di concludere l’intervista, vorrei chiederti se hai qualche commento finale sull’argomento.

Donald: In un mondo globalizzato, lo sviluppo di networks di Specialisti alla Pari incontra più o meno le stesse difficoltà in quasi tutti i paesi. Ma questo vale anche per le opportunità. Se consideriamo che il modello del Recovery si stà diffondendo molto estesamente in tutto il mondo occidentale, non vedo perché l’Italia, con tutta la sua ricchezza sociale, debba costituire una eccezione.

Marcello: Grazie Donald!

Donald: Grazie a te! E un caro saluto agli amici italiani.