La follia dei trattamenti psichiatrici: come gli psicofarmaci causano violenza, suicidio e azioni criminali

0
196

Medication Madness: The Role of Psychiatric Drugs in Cases of Violence, Suicide and Crime (La follia dei trattamenti psichiatrici: come gli psicofarmaci causano violenza, suicidio e azioni criminali) è un libro dello psichiatra americano Peter R. Breggin pubblicato nel 2009. Il libro, non ancora tradotto in italiano, descrive il cosiddetto “effetto incantesimo del farmaco” o anosognosia da intossicazione, un effetto causato dagli psicofarmaci e dalle sostanze psicoattive che non permette alle persone che ne fanno uso di riconoscerne gli effetti collaterali che, in casi estremi possono persino mettere in pericolo di vita.

L’effetto incantesimo, presente durante tutto il corso di utilizzo degli psicofarmaci, diventa particolarmente importante alle variazioni di dosaggio e quindi all’inizio della loro assunzione e durante la sospensione.

Anche per questa ragione la sospensione degli psicofarmaci deve essere condotta sotto il controllo medico esperto, lentamente e gradualmente e con una buona psicoterapia per affrontare i problemi che avevano portato al loro uso.

Maggiori informazioni possono essere trovate nel libro, sempre di Peter Breggin, La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie. Quest’ultimo libro, tradotto in italiano, contiene un intero capitolo dedicato all’effetto incantesimo del farmaco, oltre a moltissime altre informazioni riguardanti gli effetti collaterali degli psicofarmaci e il Metodo centrato sulla persona per la sospensione degli psicofarmaci.

Traduzione dell’articolo:

Medication Madness: The Role of Psychiatric Drugs in Cases of Violence, Suicide and Crime

La follia dei trattamenti psichiatrici: come gli psicofarmaci causano violenza, suicidio e azioni criminali

Di Peter Breggin

Pubblicato su JAEC Foundation – 8 Dec 2021

Nel corso degli anni come psichiatra ho valutato innumerevoli casi di individui che vengono spinti a comportamenti estremi causati dall’uso degli psicofarmaci. Molte delle azioni di questi uomini, donne e bambini hanno dato luogo a procedimenti legali, ma non sempre.

Mentre stavo rivalutando un centinaio di queste storie  per il mio ultimo libro, Medication Madness: The Role of Psychiatric Drugs in Cases of Violence, Suicide and Crime (La follia dei trattamenti psichiatrici: come gli psicofarmaci causano violenza, suicidio e azioni criminali), ho iniziato a rendermi conto di un effeto collaterale particolre  che definisco incantesimo di farmaci. Tecnicamente, il nuovo concetto scientifico si chiama anosognosia da intossicazione.

La persona sotto l’effetto incantesimo non solo non riconosce gli effetti negativi che subisce dal farmaco, ma addirittura può avvertire un certo miglioramento e, occasionalmente, può intraprendere inusuali azioni pericolose.

L’incantesimo del farmaco ha quattro effetti di base

In primo luogo, le persone che assumono psicofarmaci raramente si rendono conto di quanto i farmaci le stiano danneggiando mentalmente o emotivamente. Spesso non riconoscono di essere diventate irrazionali, depresse, arrabbiate o addirittura euforiche dall’inizio del trattamento.

In secondo luogo, se si rendono conto di provare emozioni dolorose,, l’incantesimo del farmaco le  induce ad attribuire le stesse a “qualcosa” di diverso dagli psicofarmaci. Infatti, potrebbero irritarsi oltre misura con i loro mariti, mogli o figli e diventare violente. Oppure sentirsi in colpa  e diventare suicidali. In sostanza, spesso confondono l’effetto dannoso che lo psicofarmaco esercita su di esse con i loro problemi emotivi e imputano il loro disagio emotivo alla “malattia mentale”.

In terzo luogo, l’incantesimo del farmaco fa sentire alcune persone come se non si fossero mai sentite meglio quando, in realtà non sono mai state peggio.

In un caso, ad es., un uomo sotto antidepessivi e tanquillanti dopo essere stato sfrattato ha commesso, a cuor leggero,  una rapina in pieno giorno nella sua città natale senza, peraltro, travestirsi.

Un altro individuo rispettato per il suo senso del dovere e dell’etica, ha disinvoltamente sottratto fondi dalla azienda in cui lavorava mentre revisionava le cartelle elettroniche aziendali. Entrambi gli uomini si “sentivano al settimo cielo”.

In quarto luogo, alcune persone subiscono l’effetto incantesimo del farmaco in tale misura da perdere il controllo di sé stesse e perpetrare azioni catastroficamente distruttive.

Il mio libro si apre con la storia di un uomo molto cortese e gentile che sotto l’effetto di un antidepressivo è diventato estremamente agitato e guidando ha investito un poliziotto per sottrargli la pistola e cercare di uccidersi.

In un altro caso, un bambino di dieci anni, senza precedenti di depressione, si è impiccato dopo aver preso uno stimolante prescritto per la sua diagnosi di l’ADHD, mentre documentava l’evento parlando con una cadenza robotica di fronte al computer.

Particolarmente sorprendente per me è stato il constatare che nessuna delle persone sopravvissute a simili eventi abbia mai perpetrato di nuovo azioni simili dopo aver sospeso gli psicofarmaci che erano stati prescritti.

Effetti simili possono verificarsi anche con alcol e droghe . Quando una persona è ubriaca, potrebbe sentirsi come “il centro d’attrazione” della festa quando in verità finisce per esserne la rovina.

E, naturalmente, anche l’intossicazione da alcol e droghe da strada è associata a una grande quantità di criminalità e violenza. Ma c’è una differenza tra gli effetti dell’assunzione volontaria di alcol o altre droghe e l’assunzione di farmaci prescritti da un medico.

La maggior parte delle persone crede che il proprio medico non darebbe mai loro nulla che possa renderli violente, suicidali o semplicemente pazze. Spesso il medico rassicura il paziente inconsapevole dicendogli che ha bisogno di prendere quantità maggiori del farmaco che lo sta danneggiando, spingendolo fino al punto di rottura.

La legge nella maggior parte degli Stati riconosce la differenza tra l’assunzione volontaria di una sostanza inebriante e la prescrizione da parte di un medico. Se fai qualcosa di irresponsabile sotto l’influenza di alcol o droghe illegali, è probabile che la legge ti ritenga responsabile. Si chiama intossicazione volontaria, cioè: “Avresti dovuto saperlo che ti saresti ubriacato e avresti dovuto prevederne le conseguenze”.

Ma se ti è stato prescritto un farmaco, specialmente senza che ti sia stata data alcuna informazione sui rischi, si verifica uno stato di intossicazione involontaria. Cioè: ‘Non sei consapevole dei rischi e dei pericoli; stai semplicemente seguendo la prescrizione del tuo medico prendendo qualcosa che dovrebbe aiutarti”.

La legge è più tollerante nei casi di intossicazione involontaria. Molti Stati consentono una difesa di non colpevolezza a causa di un’intossicazione involontaria.

È importante tener presente che tutte le sostanze psicoattive compromettono le funzioni cerebrali superiori e quindi  la capacità di giudizio. Le persone che sono alticce per l’alcool o un po’ sballate per la marijuana possono provare tali alterazioni piacevoli.

Allo stesso modo, si può provare sollievo dall’anestesia emotiva o dall’effetto artificiale di un antidepressivo, tranquillante o stimolante. Allo stesso modo, si può ottenere un po’ di sollievo dall’effetto lobotomizzante di un farmaco antipsicotico o dall’effetto ottundente di uno stabilizzatore dell’umore.

In ogni caso, l’apparente miglioramento è una manifestazione di disfunzione cerebrale e la capacità di giudizio è di sovente compromessa.

Non sono critico nei confronti dell’uso occasionale e responsabile di droghe ricreative legali come l’alcol. Ma non credo che un farmaco possa aiutare le persone a risolvere i loro problemi personali. Gli psicofarmaci, come tutte le sostanze psicoattive, agiscono compromettendo la funzione cerebrale. Ma quando siamo sotto stress e affrontiamo situazioni problematiche, abbiamo bisogno di una mente lucida ed efficiente.

Dobbiamo, quindi, essere in grado di assumerci la completa responsabilità dei nostri pensieri ed azioni con chiarezza razionale. Ma tutti gli psicofarmaci compromettono potenzialmente queste capacità.

Invece di psicofarmaci, abbiamo bisogno di coraggio, determinazione, autodisciplina e solidi principi per affrontare e superare i nostri problemi personali. Il counseling e la psicoterapia possono aiutare molte persone, ma la gara non è tra psicofarmaci e psicoterapia: è tra i farmaci e tutte le modalità ed il supporto tramite cui le persone imparano a superare la sofferenza emotiva e a sviluppare una vita che ci soddisfi, che include l’amore, i rapporti familiari, il senso della comunità, i principi fondamentali dell’etica e della spiritualità.

https://jaecfoundation.org/2021/12/08/medication-madness-how-psychiatric-drugs-cause-violence-suicide-and-crime-dr-peter-breggin/

Originariamente pubblicato su  The Huffington Post .

(l’evidenziazione in grassetto è stata aggiunta dalla traduttrice)

Note bibliografiche dell’autore Peter R. Breggin

Lo psichiatra statunitense Peter R. Breggin, medico e ricercatore, da molti anni sulla scena della psichiatria americana, ha fondato nel 1972 l’International Center for the Study of Psychiatry and Psychology. Perito medico in moltissimi processi contro le cause farmaceutiche, ha scritto libri celebri, tra cui Medication Madness (sul legame tra psicofarmaci e crolli emotivi, suicidi e atti violenti), The Ritalin Fact book (sul controverso farmaco somministrato ai minori), Reclaiming our children (sull’Adhd nei bambini e l’uso di farmaci stimolanti), Toxing Psychiatry (sul valore terapeutico della psicoterapia rispetto a psicofarmaci ed elettroshock).

Bibliografia

La sospensione degli psicofarmaci, un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie

Medication Madness: How Psychiatric Drugs Cause Violence, Suicide, and Crime

Peter R. Breggin M.D. Medication Madness: The Role of Psychiatric Drugs in Cases of Violence, Suicide, and Crime. St. Martin’s Griffin; Reprint edition  – May 26 2009

Medication Madness: The Role of Psychiatric Drugs in Cases of Violence, Suicide, and Crime: Breggin M.D., Peter R.: 8601405546890: Books – Amazon.ca

 

SHARE
Previous articleNeuropsichiatrie infantili – Supporto o patologizzazione dell’infanzia e dell’adolescenza?
Next articlePsicofarmaci: La condanna all’ergastolo farmacologico senza le prove
Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie". Recentemente ha tradotto il libro di Joanna Moncrieff "Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici".