Dal disturbo bipolare si può guarire – Storia di Giovanni

1
427

Questa è la storia di Giovanni, che racconta come abbia avuto origine il suo disagio psichico, dai traumi che ha vissuto alla psicoterapia che ha reso possibile la soluzione dei traumi e il superamento quindi del disturbo bipolare.

 

Da bambino ero uno scugnizzo ma dietro quella maschera da lupo c’era un agnellino spaventato.

La violenza era il pane quotidiano sia in famiglia che per strada! La povertà regnava sovrana.

A 14 anni morì mio padre, una morte improvvisa ed inaspettata. Avevo una rabbia dentro e diventai ancora più violento!

Al primo anno di superiori ricordo un compagno che mi guardò storto e si beccò un pugno in faccia.

Iniziarono alle superiori le mie prime fasi depressive. Al 3° anno di geometra volevo abbandonare la scuola in preda ad un esaurimento nervoso, non riuscivo più a concentrarmi, non riuscivo più a studiare!

Una marea di problemi familiari mi assillava: avevo assunto il ruolo di capofamiglia ed essendo l’unico figlio maschio mi sentivo responsabile per tutti i problemi familiari.

Avevo dei sensi di colpa giganteschi, la mia famiglia stava andando in rovina ed io non ero riuscito ad evitare tutto ciò!

A 18 anni assisto alla scena di mia madre che ha delle perdite di sangue coagulato! Diagnosi: carcinoma all’utero con metastasi. Prognosi: pochi giorni di vita.

Mia madre è vissuta altri 18 anni grazie al fatto che quella diagnosi di morte non le fu comunicata!

Tutti quelli invece che ricevono sentenze di morte in poco tempo prese dal panico muoiono!

Questa è la medicina ufficiale, il più grande inganno che l’umanità subisce da quando è nata la farmacologia negli ultimi due secoli!

Dopo quel trauma ebbi la mia prima reazione maniacale: al secondo quadrimestre la paura dell’esame di maturità mi fece cadere in depressione!

Avevo una paura fottuta dell’esame, la notte non dormivo, pensavo in modo ossessivo all’esame ed avevo insonnia e pensieri suicidari.

Andai all’ultimo piano del mio palazzo, ma non ebbi il coraggio di lanciarmi!

Grazie all’aiuto dei miei professori che conoscevano la mia situazione superai l’esame, ossia, feci scena muta, venni promosso, ma mi sentivo un fallito.

Quel fallimento mi segnò profondamente al punto che non riuscivo più ad intraprendere nessun progetto!

Alternavo fasi maniacali a fasi depressive. A 21 anni mia madre richiese un intervento domiciliare per alcuni atti autolesionistici: mi tagliai le ciglia e mi feci dei tagli in faccia con la lametta! Più che farmi del male volevo spaventare i miei, era un modo sottile per esprimere tutta la rabbia che avevo verso di loro, mi portarono al centro di igiene mentale e mi trattarono con Serenase ed En.

Iniziò a seguirmi una psichiatra che mi faceva anche psicoterapia.

Quello stesso anno andai fuori per lavoro e sfruttavo la maniacalità per le mie performance artistiche. Fu una estate bellissima, peccato che la stagione turistica stava per finire ed il solo pensiero di dover tornare a casa mi gettava nello sconforto! Fu peggio del previsto poiché non solo ero costretto a tornare a casa, ma anche mia sorella che da poco aveva partorito in un istituto per ragazze madri stava per tornare a casa!

Quando seppi la notizia ebbi una crisi di agitazione psicomotoria e ruppi mezzo mondo.

Mi fecero il TSO! Due pattuglie di carabinieri non riuscivano a prendermi, avevo buone doti atletiche, ero un ottimo corridore e per effetto della maniacalità ero imprendibile!

Io stesso tornai al centro di igiene mentale e con l’inganno mi sedarono con un cocktail di farmaci in una camomilla che avevo chiesto!

C’era quella luce che mi spaventava! Mi trasportarono in un ospedale psichiatrico a Napoli. Lì volevano legarmi su di un letto, allora con la scusa di andare in bagno scappai per i tetti!

Ero in uno stato di alienazione! Tutto quello che avevo fatto lo avevo fatto in piena lucidità, ero solo arrabbiatissimo e non ero affatto pericoloso; lo divenni dopo, sotto l’effetto di quelle droghe che mi avevano causato una “impregnazione da neurolettici” come ho letto sulla cartella clinica del centro di igiene mentale!

Infatti, mia sorella mi aveva raccontato che ero andato a casa della zia del circo da cui avevo subito maltrattamenti da bambino quasi a volermi vendicare, lo ricordo vagamente.

Mi portarono in un altro ospedale psichiatrico più umano, poi ancora in una clinica convenzionata.

Dopo un paio di mesi torno a casa, ma il centro di igiene mentale mi tiene in cura con l’Haldol depot.

Erano mesi che ero in quello stato e continuavano a farmi l’Haldol!

Mi sentivo un rottame, non riuscivo neanche a stare in piedi! Lessi il bugiardino e diceva che quel farmaco era per la mania ed io non riuscivo a capacitarmi: “Sono depresso e mi fanno dei neurolettici?”

Parlai col mio medico generico che era anche neurologo e vicedirettore della clinica convenzionata dove ero stato in cura e mi feci togliere l’Haldol!

Iniziai poi la cura col litio, ne assumevo 4 compresse da 300 mg. Il mio peso arrivò a 123 kg.

Nonostante ciò le mie fasi continuarono. Nelle fasi maniacali, al litio associavano i neurolettici; nelle fasi depressive gli antidepressivi!

Durante un’estate in fase maniacale il mio medico generico e neurologo mi diede il Largactil!

Spesso per allontanarmi dai problemi familiari mi andavo a ricoverare presso strutture convenzionate, ce n’era una ad Avellino e lì stavo meglio: i farmaci che mi davano li sputavo.

Un’estate ricordo che andai a ricoverarmi volontariamente presso una casa di cura privata a Terracina, ma poi non volevo più starci e loro volevano costringermi a restare. Con una pedata apro la porta come avevo visto nei film ed iniziai a correre e a saltare; uno psichiatra che mi vide mi disse queste testuali parole: “Hai delle grosse energie, se riesci a canalizzarle puoi fare grandi cose!”. E queste parole mi hanno sempre accompagnato e dato fiducia!

Ero in una grave crisi depressiva, quando a 24 anni mi chiamarono a Milano alle poste per dei lavori a tempo determinato.

Fui licenziato prima del tempo e tornai a casa, di nuovo depresso e mi buttai nel letto!

Poi ebbi la lettera di riassunzione che mi trovò indifferente. Decisi di partire e a Milano tentai il suicidio!

Ingoiai 30 compresse di un potente ipnotico! Quando mi svegliai dal coma in ospedale il medico mi disse: “Signor Castaldo lei si è salvato perché ha il cuore di un atleta!” Quelle parole mi riempirono di orgoglio: come? Io che non valgo nulla ho il cuore di un atleta? Nessuno mai mi aveva fatto un elogio del genere!

Dopo quell’episodio ricominciai a ricostruire la mia autostima! La corsa mi fu molto utile nell’affrontare le mie battaglie, correvo come un pazzo e cercavo di combattere i miei pensieri autodistruttivi!

Mi ero lasciato andare, volevo diventare pazzo credendo così di poter sfuggire alla sofferenza.

A 26 anni andai via di casa. Naturalmente non ero in grado di affrontare le sfide della vita, biologicamente ero poco più di un adolescente con un blocco della crescita ormonale, come dice Hamer, a causa dei traumi subiti!

La maniacalità mi venne in aiuto e grazie ad essa riuscii a lavorare, ad avere una casa e ad affrontare la vita.

Tutti i traumi furono rimossi, ero prevalentemente razionale e mi ero costruito una corazza che mi permetteva di sopravvivere.

Andai a lavorare persino in un hotel a 5 stelle in Svizzera, stetti 6 mesi in Germania e 2 estati nel veneto.

Dopo 7 anni lontano da casa crollò tutto e fui costretto a tornare dalle mie parti.

Lavorai ancora per 6 mesi col pianobar poi ebbi difficoltà e iniziai a fare un lavoro in una azienda grazie a mio cognato che aveva molte amicizie.

Iniziai a fare un’esperienza lavorativa di gruppo, ma avevo un sacco di problemi.

Fortunatamente conobbi un terapeuta che mi sostenne, altrimenti sarei scappato alla prima difficoltà.

Lavorai 2 anni in quell’azienda, poi mi licenziarono; facevo il centralinista, mi sentivo in gabbia.

Quel licenziamento fu una liberazione per me, finalmente fuori dalla gabbia.

Tornai a suonare e a cantare nei posti turistici.

Conobbi la mia attuale moglie e mi sposai per l’arrivo del mio primo figlio! Naturalmente, il matrimonio non fu per scelta, fu un matrimonio riparatore.

Non mi sarei mai sognato di comportarmi come gli uomini che avevano molestato le mie sorelle, quindi mi assunsi le mie responsabilità di padre.

Quando inizia la psicoterapia tolsi il litio che avevo preso per alcuni anni e che non mi era servito a niente in quanto le fasi continuavano.

Quando invece mi allontanai di casa le fasi si ridussero per gravità ed intensità.

Ero maniacale nel periodo di lavoro intenso ed un po’ depresso d’inverno quando lavoravo molto meno.

In dieci anni di terapia ho portato alla luce numerosi traumi. Mia moglie e i miei figli mi hanno fatto un po’ da specchio e mi hanno dato l’opportunità di lavorare sulle ferite del passato!

I traumi più gravi, a parte quelli descritti, li ho vissuti nella prima infanzia e quei traumi avevano creato il disturbo bipolare insieme agli altri.

Il trauma di mio padre che subisce una paralisi facciale con blocco di un braccio ed una gamba e della bocca, quando avevo 5 anni, ed il trauma di mia madre che, recatasi in comune per un aiuto economico che le fu negato, rompe un vetro con un pugno e sanguina, a 6-7 anni.

La cosa singolare è che questi traumi erano stati rimossi, però ogni tanto riaffioravano attraverso dei binari. In questo caso, il binario era la luce che tendeva a scomparire dietro al palazzo del comune nelle corte giornate invernali in cui faceva molto freddo che mi rievocava il trauma legato a mio padre, mentre la luce forte nelle mattinate di primavera con l’aria calda nelle giornate primaverili mi rievocava il trauma legato a mia madre.

C’era poi il trauma della morte di mio padre, di cui ho già raccontato sopra, ed il trauma del temporale estivo al circo, all’età di 8 anni, causato dalla reazione violenta di mia zia, che mi fece sentire colpevole di non riuscire a fare qualcosa per evitare che il tendone ci cadesse addosso sotto il peso dell’acqua.

Entrambi questi traumi avevano come binario unico di rievocazione la pioggia.

All’età di 40 anni ho elaborato la morte di mio padre: in terapia è venuto a galla il trauma del circo, con la paura di morire schiacciato dal tendone che rischiava di caderci addosso ed in più ho superato il blocco ormonale e sono diventato adulto.

Poi ho affrontato anche gli altri traumi. Nel bel mezzo di queste esplosioni di paura e di traumi venuti alla luce ho avuto un glaucoma all’occhio destro, poi miracolosamente gli occhi hanno cominciato a guarire ed ho tolto gli occhiali che portavo da 30 anni.

Nel 2016 tutti quei traumi che avevo vissuto quando mia madre si ammalò quando avevo 18 anni e che avevano dato origine a varie psicosi andarono in soluzione, ed ebbi melena grave per ulcera allo stomaco e al duodeno e grave stato anemico. Lasciai l’ospedale in Puglia contro il volere dei medici dopo solo tre giorni, rifiutando qualsiasi terapia! L’unica terapia che seguii fu un’alimentazione ricca di ferro e ascoltavo notte e giorno la melodia del dottor Hamer!

Dopo 5 settimane, la mia grave anemia tornò alla normalità dopo lo shock ipovolemico.

I globuli rossi passarono da 2 milioni a 4 milioni! L’emoglobina da 6 a 14!

Nel 2017 ebbi una paralisi temporanea delle gambe con forte astenia che mi incollò al letto per mesi. Nel 2018 altri traumi andarono in soluzione biologica con forte astenia e soluzione a carico dell’intestino e dei dotti biliari.

Tutte queste soluzioni sono spiegabili alla luce delle 5 leggi biologiche del dottor Hamer.

Secondo il dottor Hamer, ogni malattia nasce da un trauma biologico ossia da un conflitto biologico vissuto in isolamento ed in modo inaspettato che attiva dei programmi biologici che si svolgono in due fasi: una di conflitto attivo e l’altra di riparazione, se il trauma si risolve. La prima attiva il sistema simpaticotonico, la seconda il sistema vagotonico del nervo vago.

Quando si vivono più conflitti contemporaneamente che non possono essere risolti, i sintomi organici vanno in sospensione, in blocco e si creano le psicosi come noi le conosciamo e tra queste anche il disturbo bipolare.

In particolare, il disturbo bipolare è caratterizzato da almeno 2 conflitti nelle aree della corteccia cerebrale che Hamer chiama aree ormonali, del territorio maschile e femminile legate agli ormoni: l’area di destra e l’area di sinistra, con la peculiarità che si crea una specie di bilancia che oscilla tra la maniacalità e la depressione, a seconda di dove il conflitto abbia una massa conflittuale maggiore.

Quindi il lavoro che ho fatto è stato di portare alla luce i traumi e di mandare in soluzione ciascun programma biologico che costituiva, appunto, la psicosi.

Nell’estate del 2108 ero in conflitto con mia moglie per tutta una serie di situazioni e si scatenò l’inferno!

Ebbi prima una fase maniacale, in corrispondenza del caldo, che rappresentava il collegamento al conflitto della mia prima grande depressione a 16 anni, al trauma del carcinoma di mia madre ed al conflitto della paura dell’esame.

Tutti questi conflitti, che avevano causato la psicosi, vennero alla luce ed andarono in soluzione.

Ebbi poi una depressione che durò da agosto a febbraio ed era collegata a quei traumi.

Mi crollò il mondo addosso, un buio totale mi assalì, cominciai a dubitare del mio processo di guarigione al punto che bruciai tutti i miei appunti, credendo così di cancellare il passato!

A Natale iniziai ad avere crosticine di sangue con muco nelle feci ed una forte astenia, capii che stavo risolvendo altri conflitti!

La depressione di agosto 2018 fu la prova più dura in quanto, essendo solo perché avevo litigato con mia moglie, mi sentii abbandonato ed iniziai a pensare al suicidio!

Gradualmente poi migliorò anche il rapporto con mia moglie e la depressione scomparve poiché subentrò la soluzione dei conflitti con i sintomi organici sopra descritti!

Sono stato in uno stato di forte astenia per 3 mesi; questo però non mi impediva la sera di raccogliere quel poco di forze per andare a cantare nei locali.

In tutte le fasi di soluzione ho ascoltato la melodia arcaica, l’ultima grande scoperta del dottor Hamer, che mi ha aiutato nella soluzione dei conflitti!

Era prima di San Valentino, non posso dimenticarlo: mi chiamarono per una festa di compleanno, ma ero preoccupato di non farcela a cantare per 2 ore a causa dello stato di stanchezza.

Superai brillantemente la prova, il che significava che la fase vagotonica dei conflitti era terminata.

Ritornò lo stato di salute.

Tutti i dubbi che avevo avuto nella fase depressiva svanirono.

E fugate le nere ombre della notte vedevo il sorgere del sole.

In primavera, in uno stato di serenità dovuto alla fase vagotonica in soluzione di altri conflitti, nel giro di un paio di mesi ho scritto il libro Dal disturbo bipolare si può guarire.

È stata la cosa più semplice e spontanea che abbia mai fatto.

Questo libro vuole essere una luce di speranza per milioni di persone che si trovano nel tunnel della malattia mentale.

Non è solo un racconto autobiografico, ma è anche un manuale di introduzione alla più grande scoperta della storia dell’umanità: le 5 leggi biologiche del dottor Hamer che ha cambiato il concetto di malattia: non più un nemico da combattere, una sfiga, ma un programma biologico della natura, costituitosi in milioni di anni di evoluzione della specie e finalizzato alla sopravvivenza!

Verrà pubblicato da Macro edizioni, mi auguro per il nuovo anno come regalo del mio 50° compleanno!

Dalle psicosi si può guarire, dal disturbo bipolare si può guarire! E come dice la canzone di Paolo Vallesi, che per anni è stato il mio inno, quando toccherai il fondo con le dita ad un tratto sentirai la forza della vita!

 

Bibliografia:

Claudia Ranville. Ogni sintomo è un messaggio. Edizioni Amrita

Ryke Geerd Hamer. Testamento per una nuova medicina germanica e la sua nuova dimensione terapeutica. Mein Studentenmadchen – Ottava edizione

Claudio Trupiano. Grazie dottor Hamer. Macro Edizioni Distribuzione, 2018

Claudio Trupiano. Grazie ancora dottor Hamer. Macro Edizioni Distribuzione, 2012


        

1 COMMENT

  1. La redazione di Mad in Italy ribadisce che le opinioni dell’articolo sono frutto del pensiero dell’autore. Pur non condividendo certi aspetti dell’articolo, come le teorie di Ryke Geerd Hamer, cerchiamo di dar spazio a tutte le voci degli individui con esperienza di disagio, cercando di mantenerne il contenuto il più inalterato ed incensurato possibile.
    Certamente, non tolleriamo attacchi individuali, linguaggio ostile e
    calunnioso, che non contribuiscono a scambi e dibattiti costruttivi riguardo
    tematiche di salute mentale.
    Grazie a tutti per i contributi e commenti.