ADHD e trattamenti farmacologici

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Laura Guerra

Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile.
Recentemente ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie".

Nonostante la diagnosi di ADHD (Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività) non abbia una validità scientifica, i bambini e i ragazzi che la ricevono vengono spesso trattati con potenti farmaci stimolani che appartengono alla classe delle amfetamine.
Il presente studio indica che, a lungo termine, il trattamento farmacologico porta a risultati negativi per i ragazzi sullo sviluppo psicologico, fisico e sociale.
Gli effetti collaterali degli stimolanti, se non riconosciuti come tali, possono essere confusi con un peggioramento dello stato emotivo dei ragazzi, i quali vengono perciò trattati con nuove classi di psicofarmaci per comprire gli effetti negativi dei precedenti.
La diagnosi di ADHD, vista come un disturbo organico e genetico, mina il senso di responsabilità e di autocontrollo del bambino, la fiducia dei genitori e degli insegnanti nell’insegnargli la disciplina e l’autocontrollo e nell’accogliere le reali cause del suo disagio.

 

Traduzione dell’articolo del Dr. PETER BREGGIN
Time to Call a Halt to Psychiatrically Diagnosing and Drugging Children

“L’ultima letteratura scientifica indica che i ragazzi tra i 7 e 9 anni ai quali è stata fatta una diagnosi di ADHD lieve negli anni ’70 e trattati con RITALIN (metil-fenidato) hanno avuto un tragico risultato. Confrontati con un campione di controllo, di ragazzi normali, dello stesso periodo, risulta che essi hanno una più alta percentuale di morte prematura, atrofia del cervello, suicidio, ospedalizzazione psichiatrica, carcere e problemi di farmaco-dipendenza.

Sotto diversi punti di vista, hanno una qualità di vita inferiore e una durata di vita ridotta. Invece di speranza ed entusiasmo per il loro futuro, troppi bambini crescono ora credendo di essere intrinsecamente difettosi, controllati da geni difettosi ed avere squilibri chimici. Essi sono bloccati dall’idea di avere l’ADHD e che devono sottomettersi al farmaco pensato per le cure.
A meno che qualcosa non intervenga, molti di essi passeranno i loro giorni sulla terra in uno stato demoralizzato e compromesso dal farmaco.

Perché il gruppo di bambini etichettato come ADHD e trattato con psicofarmaci stimolanti ha questo terribile risultato? Ci sono molteplici ragioni che includono:

1. All’inizio gli stimolanti causano effetti collaterali avversi come depressione, ansia, agitazione, insonnia, psicosi e aggressività che non vengono riconosciuti come effetti collaterali del farmaco. Sono invece visti come l’apparizione di sintomi causati da altri disordini mentali, che portano alla prescrizione di cocktails di farmaci, che nel corso degli anni rovinano la vita degli individui.

2. Il farmaco “funziona” soffocando il comportamento spontaneo e rinforzando il DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo), così che il ragazzo socializza meno, pensa e immagina in un modo più costrittivo, condizionato e semplicemente non può godere di una normale esperienza di crescita, poiché le sue capacità sociali e psicologiche vengono limitate.

3. La diagnosi iniziale di ADHD rovina il senso di responsabilità e di autocontrollo, così che il bambino non pensa di avere un proprio autocontrollo. Questo inevitabilmente danneggia la crescita emotiva e rende il bambino meno capace di crescere come un adulto maturo.

4. La diagnosi di ADHD mina la capacità dei genitori di insegnare la disciplina e l’autocontrollo e non dedicheranno il tempo necessario al ragazzo. I professionisti che fanno le diagnosi assolvono i genitori dalla loro responsabilità genitoriale, così che non si informino o facciano terapia per migliorare le loro capacità genitoriali.

5. La diagnosi iniziale di ADHD scoraggia i professori dall’insegnare la disciplina ai bambini che hanno bisogno di attenzione e così che ai bambini viene tolta la capacità di imparare l’autodisciplina nella classe.”

Nell’articolo, all’interno di questo link seguono 3 video:

“Il primo descrive gli effetti dannosi e il meccanismo d’azione dei farmaci stimolanti che includono il metil-fenidato e altre anfetamine come Ritalin, Concerta, Adderall, Focalin, Metadate, Methilin, Quillivant, Daytrana, Vyvanse e Dexebrine.

Il secondo descrive gli effetti negativi della diagnosi di ADHD sui bambini.

Il terzo descrive gli orrendi risultati della somministrazione di Ritalin includendo studi di follow up di diversi decenni. Questo video richiama le persone a prendere posizione contro la somministrazione di farmaci ai bambini”.

“E’ ora di concentrare i nostri sforzi affinché i bambini siano protetti dalla somministrazione di sostanze psicoattive, comprendenti i farmaci psichiatrici che sono più dannosi, pericolosi e demoralizzanti di alcool, marijuana, e sigarette.”

I video hanno un supporto scientifico nel libro “Psichiatric Drug Withdrowal” (edizione italiana: La sospensione degli Psicofarmaci, ndt) di Peter Breggin, nel quale vengono riassunti alcuni degli studi più recenti sui danni che hanno subìto i bambini con diagnosi di ADHD quando arrivano all’età adulta:

aumentata frequenza di incarcerazione e ricoveri in strutture psichiatriche;
aumento della probabilità di suicidio;
aumento della dipendenza da droghe;
aumento della dipendenza multipla da farmaci psichiatrici;
obesità;
atrofia cerebrale;
ridotta aspettativa di vita;
riduzione generale della qualità e della lunghezza della vita.

Inoltre, una nuova pubblicazione Peer Reviewed article del giornale “Children and Society” presenta una valutazione scientifica ed etica del danno subìto dai bambini dovuto agli stimolanti ed ai farmaci antipsicotici come l’Abilify, Risperdal, Seroquel, Invega, Zyprexa, Geodon, Latuda, Saphris, Fanapt e Symbax.”

Nell’articolo vengono citati molti studi.
“I farmaci antipsicotici vengono spesso somministrati, quando nei bambini peggiora il loro stato mentale e comportamentale come risultato della somministrazione di farmaci psicostimolanti.

La somministrazione dei farmaci ai bambini, in America e sempre più in tutto il mondo, è una tragedia.

Milioni e milioni di bambini e giovani non conosceranno mai il loro vero potenziale, in quanto crescono con un cervello intossicato – i loro neurotrasmettitori saranno compromessi per sempre dall’assunzione di questi psicofarmaci nei loro anni formativi. In più milioni saranno consumatori a vita di farmaci psichiatrici con una forte riduzione della qualità e dell’aspettativa di vita.

È ora di dire basta e di confrontarsi direttamente con la necessità di bloccare quest’approccio disumano e distruttivo ai quali sono sottoposti i nostri bambini e giovani”.

IMPORTANTE: Gli psicofarmaci possono causare reazioni di sospensione, talvolta includendo reazioni emotive che minacciano la vita e problemi di astinenza fisici. In breve non è solo pericoloso cominciare ad assumere psicofarmaci, ma è anche pericoloso sospenderli.
La sospensione degli psicofarmaci dovrebbe essere eseguita attentamente sotto una collaudata supervisione clinica.

 

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Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Recentemente ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie".