Il ruolo degli psicofarmaci nei casi di omicidio e suicidio – Effetto incantesimo del farmaco

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ATTENZIONE: Gli effetti collaterali estremi descritti nell’articolo non si manifestano nella maggioranza dei casi, tuttavia sono descritti dalla letteratura citata nell’articolo stesso come possibili conseguenze derivanti dall’assunzione degli psicofarmaci.

La sospensione degli psicofarmaci può dar luogo a importanti effetti psicologici e fisici anche pericolosi e a volte possono mettere a rischio la vita.

La sospensione degli psicofarmaci deve perciò avvenire sotto controllo medico esperto, lentamente e gradualmente e con una buona psicoterapia di accompagnamento.

Gli psicofarmaci nei casi di violenza e suicidio – Effetto incantesimo del farmaco

A volte l’uso degli psicofarmaci può indurre idee suicidarie, aggressività e violenza.

Questo aspetto, pur non presentandosi con elevata frequenza, deve essere tenuto in considerazione quando si intraprendere l’uso degli psicofarmaci.
La persona in trattamento, per l’Effetto incantesimo del farmaco o “Medication Spellbindig
” non si accorge di subire questo effetto, perciò anche le persone intorno a lei dovrebbero essere messe al corrente dal medico prescrittore del possibile effetto, che si presenta soprattutto all’inizio dell’assunzione e alla sospensione, quando questa non viene gestita con la dovuta attenzione.

Le persone che commettono crimini efferati, vengono spesso  definite, dalla TV o dai  giornali, come affette da  qualche “disturbo mentale” o in “cura psichiatrica”, come se la depressione o qualche altra sofferenza psichica fossero sufficienti a giustificarne il comportamento

Effetto incantesimo del farmaco

Lo psichiatra americano Peter Breggin spiega che, a volte, l’uso degli psicofarmaci può indurre idee suicidarie, aggressività e violenza, anche in persone che mai avrebbero preso in considerazione questo tipo di pensieri e di azioni prima del trattamento farmacologico. [1]

Tutte le sostanze psicoattive, in diversa misura, possono causare quello che Breggin definisce effetto incantesimo del farmaco (Medication Spellbinding) o anosognosia da intossicazione. [1,2]

Questo effetto è presente durante tutto il trattamento, ma è particolarmente evidente durante i cambiamenti di dosaggio e quindi nelle fasi iniziali dell’assunzione e alla sospensione dello psicofarmaco.

L’effetto incantesimo del farmaco consiste nell’incapacità indotta dal farmaco di riconoscere e valutare gli effetti negativi causati dal farmaco stesso.

Il farmaco, cioè può provocare molti effetti collaterali, come ad es. perdita della memoria, mancanza di concentrazione, perdita degli interessi, apatia, appiattimento emotivo, perdita dell’empatia, irritabilità, ansia ed altri sintomi analoghi.

Tuttavia, gli individui che li utilizzano non si rendono conto di essere diventati irrazionali, depressi, irascibili o addirittura euforici e anzi, molto spesso affermano di non essersi mai sentiti meglio, quando invece i familiari e le persone loro vicine notano il cambiamento in negativo.

L’Effetto incantesimo del farmaco può indurre: psicosi, mania, depressione, suicidio, agitazione, violenza compulsiva, perdita dell’autocontrollo

In casi estremi, l’effetto incantesimo del farmaco può indurre psicosi, mania, depressione, suicidio, agitazione, violenza compulsiva, perdita dell’autocontrollo, senza che ci si i renda conto del deterioramento delle proprie condizioni mentali e della perdita di controllo delle proprie azioni. [1,2]

le persone in trattamento possono arrabbiarsi col marito, la moglie, i figli e diventare violente. Viceversa, possono incolpare sé stesse e diventare suicidali. Confondono, cioè, l’effetto dannoso del farmaco con i loro problemi emotivi, dando la colpa alla “malattia mentale”.

Ma quando gli psicofarmaci vengono sospesi, i pensieri ed i sentimenti presenti a causa dell’effetto incantesimo scompaiono e finalmente li si percepisce  come estranei alla propria indole.

Tutte le sostanze psicoattive provocano l’effetto incantesimo

Effetti simili a quelli causati dagli psicofarmaci possono essere causati dall’uso dell’alcol o delle droghe.

Ad esempio, una persona stato di ebbrezza può fare cose bizzarre durante una festa pensando di essere il centro dell’attenzione e non accorgersi di essere ridicola o sgarbata o, in altri casi, diventare violenta e commettere crimini sotto l’effetto delle droghe e dell’alcol.

Ma mentre in molti sanno che l’uso dell’alcol e delle droghe possono indurre tali effetti, raramente questi comportamenti vengono attribuiti agli psicofarmaci, anche se c’è ampia documentazione su questo legame.

Quali psicofarmaci sono maggiormente implicati nelle ideazioni suicidali o aggressive?

Da un’analisi di tutte le reazioni avverse ai farmaci, segnalate alla FDA, le classi che hanno ricevuto il maggior numero di segnalazioni per “omicidio, ideazione omicida, aggressione fisica, abuso fisico o sintomi legati alla violenza” e suicidio sono nell’ordine antidepressivi, sedativi, benzodiazepine e stimolanti (farmaci come il Ritalin, usati nei bambini dai 6 ai 18 anni in Italia, per il trattamento dell’ADHD) [3]

Breggin, nel libro Medication Madness, documenta oltre 50 casi di omicidio, suicidio e altri comportamenti violenti, criminali e inquietanti. Egli stesso è stato medico esperto in numerosi di processi che riguardano casi di delitti compiuti sotto l’effetto degli psicofarmaci.

Psicofarmaci e sparatorie di massa (Mass Shuting)

I casi più eclatanti di effetto incantesimo del farmaco riguardano le persone coinvolte nelle “mass shooting” o stragi di massa nelle quali, dove sia stato possibile acquisire la documentazione medica, l’uso degli psicofarmaci rappresenta una costante. [1,4]

Esempio di effetto incantesimo causato da antidepressivi (Prozac, Paxil, Zoloft, Luvox…)

Uno di questi casi è la strage alla Columbine High School nell’aprile del 1999, compiuta da Eric Harris e Dylan Klebold, in cui rimasero uccisi 12 studenti e un insegnante, mentre 24 furono feriti. I due ragazzi si suicidarono a loro volta sparandosi.

Il Washington Post dopo la strage ha confermato che Eric, al momento degli omicidi, stava assumendo Luvox (fluvoxamina o Fevarin, in Italia, ndr) un antidepressivo SSRI, mentre i risultati dell’autopsia di Dylan non sono mai stati resi pubblici. [5]

La dr.ssa Ann Blake Tracy, direttrice esecutivo del International Coalition for Drug Awareness e autrice di Prozac: Panacea or Pandora? – Our Serotonin Nightmare (Prozac: Panacea or Pandora? – Il nostro incubo serotonina), consulente esperta di casi come quello della Columbine, ha affermato che “il cervello dei ragazzi era inondato di serotonina come conseguenza del trattamento con antidepressivi”. [6]

Nei primi mesi del 1998 Harris aveva cominciato ad assumere un altro antidepressivo SSRI, lo Zoloft (sertralina), per un paio di mesi, ma sviluppò dei forti pensieri ossessivi. La dr.ssa Trecy riferisce che Harris era ossessionato da pensieri suicidi e omicidi già dopo poche settimane aver cominciato l’assunzione dello Zoloft. A causa di questa ossessione venne passato poi al Luvox, farmaco della stessa classe e con caratteristiche simili.

Mark Taylor, uno degli studenti rimasti feriti nella sparatoria, fece causa alla casa farmaceutica Solvey, produttrice del Luvox e nei documenti relativi alla causa  (2001), si affermava che il farmaco aveva indotto in Harris un disturbo maniacale, psicotico e omicida e ottundimento emotivo.

Durante il processo, emerse inoltre che la Solvay non aveva informato dei potenziali “rischi e pericoli” associati a quel farmaco.

Tuttavia, Taylor, ritirò la denuncia a due anni dalla strage, dichiarando all’American Free Press di essere stato intimidito dagli avvocati della Solvay, minacciato di dover pagare tutte le spese processuali ed essere contro-denunciato dalla casa stessa farmaceutica. Ebbe in cambio del ritiro della denuncia 10.000 dollari devoluti all’American Cancer Society. [7]

Anche la FDA prende provvedimenti per informare dei rischi legati all’uso degli antidepressivi

Nel 2004 la FDA (Food and Drug Administration) ha imposto un avviso in massima evidenza (black box) sui foglietti illustrativi degli antidepressivi, indicando il rischio di pensieri e comportamenti suicidari, ostilità e agitazione negli adolescenti e nei giovani. [8,9]
In una pubblicazione del 2016 su BMJ (British Medical Journal), i ricercatori della Cochrane Collaboration hanno dimostrato che le aziende farmaceutiche non hanno fornito alla FDA e all’EMA (Agenzia Europea per i medicinali) l’intera documentazione dei rischi legati all’uso degli antidepressivi SSRI e SRNI, farmaci inibitori del re-upatake della serotonina e della noradrenalina, rispettivamente. [10]

La pubblicazione del BMJ riporta una raddoppiata frequenza di pensieri suicidari e comportamenti aggressivi nei bambini e nei ragazzi trattati indotta dagli antidepressivi, mentre questi effetti non sono stati osservati negli adulti. Tuttavia, la pubblicazione mette in evidenza che gli studi clinici, per dimostrare la sicurezza degli antidepressivi negli adulti molte carenze di progettazione e valutazione dei dati; quindi i dati sulla sicurezza degli antidepressivi negli adulti riguardo all’aggressività e suicidio non sono attendibili. [10]

Esempio di effetto incantesimo causato da benzodiazepine (Valium, Xanax, Rivotril…)

Anche le benzodiazepine possono causare impulsività, disinibizione, perdita dell’autocontrollo che possono sfociare nella violenza. [1,11]

Nel foglietto illustrativo del Valium, ad es., si può leggere:

Reazioni psichiatriche e paradossali:

stimolazione, irrequietezza, stati di ipereccitazione acuta, ansia, agitazione, aggressività, irritabilità, rabbia, allucinazioni, psicosi, illusioni, aumento della spasticità muscolare, insonnia, disturbi del sonno, e incubi. Comportamento inappropriato e altri comportamenti avversi”. [11]

La strage che ha provocato il maggior numero di vittime è stata compiuta sotto l’effetto di benzodiazepine ed è avvenuta nel 2017 a Las Vegas, ad opera di Stepen Paddok, che stava assumendo Valium al momento del fatto. [12]

Paddok ha aperto il fuoco in mezzo a una folla di 22.000 persone che stavano partecipando a un festival di musica Country, provocando 61 morti e 867 feriti, per poi suicidarsi in una camera d’albergo poco dopo la sparatoria. [13]

Esempio di effetto incantesimo causato dagli stimolanti (Ritalin, Equasym, Adderall…)

Questa categoria di psicofarmaci include Ritalin, Equasym, Adderall, Dexedrina e altri che sono prescritti ai bambini e ai ragazzi che ricevono la diagnosi di ADHD (sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività).

In Italia, la prescrizione può essere fatta a partire dai 6 anni di età, mentre negli Stati Uniti già dai 2 anni.

Tra i numerosi effetti collaterali questi farmaci possono provocare insonnia, convulsioni, agitazione, irritabilità, nervosismo, confusione, disturbi visivi, aggressività, disorientamento, cambiamenti di personalità, apatia, isolamento sociale, depressione e sentimenti suicidari [14,15]

Una caratteristica comune dei vari stimolanti è che causano una vasta gamma di psicosi, tra cui mania, paranoia e sentimenti violenti verso gli altri. Inoltre, alcuni farmaci stimolanti causano una mancanza di empatia verso gli altri, impulsività, reattività esagerata a stimoli stressanti, mania incontrollabile, ansia acuta, pensieri, sentimenti e comportamenti anormali [14,15,16]

Il massacro di Parkland, nel febbraio 2018, è stato compiuto da Nikolas Cruz, un ragazzo di 19 anni che sparò agli studenti e agli insegnanti della Majority Stoneman Duglas Hight School, uccidendone 17 e ferendone altri 15. [17]

Nikolas aveva una diagnosi di ADHD e dai documenti psichiatrici risulta che fosse in trattamento con due tipi di farmaci prescritti di routine per l’ADHD. Il DCF, Florida Department of Children and Families (dipartimento della Florida per le famiglie e l’infanzia) dichiara che Nikolas stava ricevendo i trattamenti di salute mentale prima, durante e dopo la chiusura della loro indagine avvenuta nel 2016. [18]

Perché il suicidio e la violenza non vengono associati agli psicofarmaci?

Mentre non sorprende che una persona che fa uso di droghe o alcol possa avere comportamenti suicidali, aggressivi e violenti, questi non vengono di solito associato all’uso degli psicofarmaci.

Quando una persona commette un crimine sotto l’effetto incantesimo del farmaco, l’azione viene attribuita alla “malattia mentale”.

Le case farmaceutiche hanno a lungo tenuto nascosto questo legame, come racconta John Virapen, un ex direttore generale della Eli Lilly, nel libro Effetti collaterali: Morte. [19]

Virapen svela i passaggi, caratterizzati da opere di corruzione, occultamento e falsificazione dei dati della sperimentazione clinica, che hanno portato al successo il Prozac, farmaco antidepressivivo SSRI.

La Eli Lilly, presentando al grande pubblico il Prozac come la “pillola della felicità”, in realtà, era già al corrente dei problemi ad esso leganti poiché, in fase di sperimentazione, l’associazione dell’uso del farmaco con il  suicidio ed atti di violenza si era già palesata.

La Eli Lilly ha nascosto i dati relativi come “segreti commerciali”, che perciò possono non essere rivelati alle autorità competenti.

Sembrerebbe, quindi, che l’intero meccanismo sia studiato per proteggere l’industria farmaceutica e non le persone. [19]

Le conseguenze per le persone che subiscono gli effetti

La conseguenza della dovuta attenzione all’associazione tra atti violenti o suicidali e l’effetto incantesimo degli psicofarmaci è sconcertante.

Persone che probabilmente non avrebbero mai compiuto tali atti, se non fossero state sotto l’effetto degli psicofarmaci, si ritrovano a pagare per il resto della loro vita, afflitte da un immenso senso di colpa, insieme ad i loro familiari, le conseguenze penali delle loro azioni efferate, compiute sotto l’influenza degli psicofarmaci.

Ovviamente non tutte le persone che fanno uso di psicofarmaci avranno reazioni così devastanti ma, se anche se queste dovessero riguardare poche persone, non possono essere ignorate.

Occorre quindi che lo psichiatra o il medico prescrittore informi adeguatamente del potenziale rischio la persona prima dell’inizio della terapia.

Bibliografia

[1] Peter R. Breggin. Madication Madness. The Role of Psychiatric Drugs in Cases
of Violence, Suicide and Crime. (reprint maj 2009) Griffin
https://breggin.com/medication-madness/
[2] Peter R. Breggin. La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie. (2018) Giovanni Fioriti Editore
https://mad-in-italy.com/2019/06/la-sospensione-degli-psicofarmaci-un-manuale-per-i-medici-prescrittori-i-terapeuti-i-pazienti-e-i-loro-familiari/
[3] Thomas J. Moore (Dec 2010). Prescription Drugs Associated with Reports of Violence Towards Others. Plos One
https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0015337
[4] Autori vari (Mar 209). Il giovane killer tedesco era sotto l’influenza di farmaci psichiatrici. Informasalus
http://www.informasalus.it/it/articoli/influenza_farmaci.php
[5] Avram Goldstein (Apr 1999). Shooter Used Often-Prescribed Drug. Washington Post Staff Writer
https://www.washingtonpost.com/gdpr-consent/?next_url=https%3a%2f%2fwww.washingtonpost.com%2fwp-srv%2fnational%2fdaily%2fapril99%2fdrugs043099.htm
[6] Christofer Bollyn (Jun 2006). America Over-Dosed:The Role of SSRI Anti-Depressants in the Columbine Shooting
https://www.translatetheweb.com/?from=en&to=it&ref=SERP&refd=www.bing.com&dl=it&rr=UC&a=https%3a%2f%2farchive.org%2fdetails%2fTheRoleOfSsriAnti-depressantsInTheColumbineShooting
[7] Howard Pankratz (Feb 2003). Taylor vs. Solvay Pharmacueticals. International Coalition for Drug Awareness
[8] FDA (2 Revisions to Product Labeling
https://www.fda.gov/media/77404/download
[9] What are the real risks of antidepressants? Harvard Health Publishing 2019
https://www.health.harvard.edu/mind-and-mood/what-are-the-real-risks-of-antidepressants
[10] Peter Goetzsche. Suicidality and aggression during antidepressant treatment: systematic review and meta-analyses based on clinical study reports. BMJ 2016; 352
https://www.bmj.com/content/352/bmj.i65.short
[11] Foglietto illustrativo delle benzodiazepine
VALIUM (DIAZEPAM) Label (fda.gov)
[12] Peter Breggin. Psychiatric Drug Facts https://breggin.com/?s=mass%20shootings]
[13] Wikipedia. Stephen Paddock
https://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Paddock
[14] Peter Breggin & David Cohen (1999). Your Drug May Be Your Problem. How and Why to Stop Taking Psychiatric Medications
https://breggin.com/your-drug-may-be-your-problem/
[15] Foglio Illustrativo: Informazioni per l’utilizzatore. Ritalin 10 mg compresse Metilfenidato
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_000114_035040_FI.pdf&retry=0&sys=m0b1l3
[16] Physician’s Desk Reference Manual (PDR), 2015
https://www.pdr.net/2015eBook/?cid=eHSeBook728x90V2_7
[17] Stoneman Douglas High School shooting. Wikipedia
https://en.wikipedia.org/wiki/Stoneman_Douglas_High_School_shooting#Suspect
[18] Dan Krauth (Feb 2018). DCF: Parkland Shooting Suspect Was Receiving Treatment, Medication When Probe Closed. NBC
https://www.nbcmiami.com/news/local/judge-releasing-confidential-dcf-records-on-parkland-suspect-nikolas-cruzs-past/163257/
[19] John Virapen (2014). Effetti Collaterali: Morte. Chinaski Edizioni
http://disinformazione.it/effetti_collaterali.htm
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Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie". Recentemente ha tradotto il libro di Joanna Moncrieff "Le pillole più amare. La storia inquietante dei farmaci antipsicotici".