Il trattamento psichiatrico sui bambini è un crimine contro l’umanità

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Laura Guerra

Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile.
Recentemente ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie".

Peter Goetzsche, autore tra le altre cose, di PSICHIATRIA LETALE E NEGAZIONE ORGANIZZATA, ha una posizione molto critica verso l’uso degli psicofarmaci, in modo particolare nei bambini che hanno un cervello ancora in via di formazione e gli effetti collaterali degli psicofarmaci sono spesso interpretati come nuovi disturbi e vengono poi trattati con nuovi psicofarmaci.

 

Traduzione del video:

Quello che stiamo facendo oggi, somministrando psicofarmaci ai bambini è un crimine, un crimine contro l’umanità.

Il loro cervello in via di sviluppo non dovrebbe essere trattato con l’alcol, i genitori non lo farebbero, e non dovrebbero essere trattati con marijuana, una sostanza pericolosa, o con droghe da strada come la cocaina. Perché allora li trattiamo con gli psicofarmaci?

Per il trattamento dell’ADHD vengono usate amfetamine. Quindi, se le si usa sotto prescrizione medica vanno bene, mentre se le si comprano per strada sono illegali? Questo non ha senso!!

Questi farmaci sono potenzialmente dannosi per il cervello dei bambini ed i benefici sono molto dubbi.

Personalmente, ritengo che i bambini non dovrebbero essere trattati con gli psicofarmaci in quanto peggiorano i problemi. Tuttavia, molti di essi sono oggi in trattamento. Sarebbe meglio non trattarli proprio.

Ne stiamo danneggiando le loro normali abilità.

Quello che fa più sgomento è che quando cominciano a manifestare gli effetti collaterali dei farmaci, questi vengono scambiati per nuovi sintomi, e quindi vengono fatte nuove diagnosi e somministrati nuovi psicofarmaci.

Così, quando un bambino per l’effetto del Ritalin diventa bipolare, i genitori si sentono dire “Bene, avete visto che il Ritalin ha smascherato il disturbo bipolare sottostante? Se non fosse stato per il farmaco non ce ne saremmo mai accorti che il bambino ne soffriva!”

Orribile!!

Se una persona è psicotica perché ha usato droghe come l’LSD, la cocaina, la marijuana non gli si dice “Ok bene…, hai preso marijuana così possiamo appurare che sei schizofrenico”. Non si fa!

Non si fanno altre diagnosi in un individuo sotto l’effetto di una droga. Si deve prima aspettare che l’effetto si esaurisca e che la persona torni al suo stato normale.

Dovrebbe essere illegale fare ulteriori diagnosi psichiatriche quando una persona sta subendo gli effetti di uno psicofarmaco o di un’altra droga come LSD, cocaina, amfetamina o cannabis.

“Non si dovrebbe mai farlo!”

 

NOTA: Questo video non deve essere inteso come consiglio medico. La sospensione degli psicofarmaci, specialmente se fatta bruscamente, può essere pericolosa e gli effetti di astinenza possono essere severi, invalidanti o mettere in pericolo la vita.

 

Note sull’autore:

Peter Gotzsche è cofondatore della Cochrane Collaboration, un gruppo di ricerca indipendente che studia e pubblica relazioni dei benefici e dei danni di farmaci, trattamenti medici e strumentazione scientifica di laboratorio. Autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche e molti libri, tra cui Psichiatria letale e negazione organizzata.

Estromesso dalla Cochrane nel gennaio 2017 per aver criticato la leadership di aver preso un indirizzo diverso da quello originale e non più indipendente dagli interessi di mercato, in particolare sul tema dei vaccini (sicurezza del vaccino HPV).

A novembre 2019 ha fondato con molti altri ricercatori indipendenti l’Istituto per la libertà scientifica (Institute for Scientific Freedom).

 

Bibliografia:

Peter Gotzsche. Psichiatria letale e negazione organizzata. Fioriti editore, 2017

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Laura Guerra è laureata in Scienze Biologiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Farmacologia all'Università di Ferrara. Si interessa dei trattamenti psicofarmacologici nel contesto psicosociale del disagio emotivo. Pone particolare attenzione ai problemi dell'eta giovanile e infantile. Recentemente ha tradotto il libro di Peter Breggin "La sospensione degli psicofarmaci. Un manuale per i medici prescrittori, i terapeuti, i pazienti e le loro famiglie".